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Paesi etnei verso le amministrative, saltano gli schieramenti: nomi vecchi e nuovi

San Giovanni La Punta, Tremestieri Etneo e Pedara: tre piazze in cui la partita si gioca all'ombra di fratture politiche e coalizioni trasversali

Le prossime elezioni amministrative ai piedi dell'Etna si preannunciano movimentate: gli schieramenti di partito sembrano non aver avuto, fino a questo momento, un ascendente significativo sulla formazione delle alleanze. Le realtà locali godono ancora di un'autonomia sostanziale quando si parla di candidati, ad eccezione naturalmente del Movimento 5 Stelle che parte sempre in solitaria individuando sin da subito al proprio interno i candidati. Le divergenze sono spuntate fuori a San Giovanni La Punta dove la la ricandidatura del sindaco uscente Nino Bellia è stata l'occasione per far emergere la mancata unità delle forze di centrodestra: a partire dalle fibrillazioni in casa Fratelli d'Italia, con la sospensione della consigliera uscente Laura Iraci e parte dei meloniani che, pur non pronunciandosi esplicitamente, appoggerebbero la corsa a sindaco del sempreverde Santo Trovato. Sullo sfondo resta la possibile candidatura del leghista Lorenzo Seminerio e la candidatura mai nata di Giuseppe Toscano. La consigliera uscente Giusy Rannone è invece il punto fermo dei pentastellati.

Altra piazza dove si gioca una partita importante è Tremestieri Etneo: si è ancora in attesa di conoscere chi dovrà sfidare la “corazzata Rando”. Il sindaco uscente infatti è tutt'ora blindato all'interno della coalizione che lo ha sostenuto fino ad ora in Consiglio comunale e che probabilmente, a meno di colpi di scena, dovrebbe riproporsi compatta alle urne. Anche qui per il momento è arrivata solamente l'ufficialità del candidato dei 5 Stelle, con la consigliera uscente Simona Pulvirenti, ma si parla anche di Santo Nicosia e di Ketty Rapisarda Basile. Secondo alcuni “rumors”, la Basile ha iniziato a tenere colloqui “esplorativi” con alcuni esponenti politici che non vedono di buon occhio lo strapotere dei sammartiniani di Italia Viva.

A completare il quadro dei Comuni che andranno al voto in condizioni, per così dire, post-ideologiche c'è Pedara: lì le disastrate condizioni del bilancio comunale fanno da cornice alla frattura che si è consumata all'ombra del deputato e segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo. Il sindaco uscente Antonio Fallica ha perso da tempo l'appoggio dell'ex assessore regionale al Turismo e l'area di riferimento, infatti, sembra convergere verso Alfio Cristaudo. Il consigliere uscente Nuccio Tropi sarà ancora in corsa per il Movimento 5 Stelle mentre non è ancora chiara la compagine che potrebbe sostenere la ricandidatura di Fallica: anche qui, le incertezze (o le debolezze) degli esponenti che fanno riferimento all'area più destrorsa, potrebbero condizionare la scelta. Rimane da inquadrare politicamente la nomina - su indicazione del sindaco metropoliano Salvo Pogliese - dell'attuale vicesindaco Francesco Laudani a presidente della Srr, la Società di regolamentazione dei rifiuti dell'area metropolitana.

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