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Palagonia, croci celtiche su manifesti di Pietro Grasso

Salvo Grasso, ex presidente del consiglio comunale ed oggi esponente di LeU denuncia e condanna l'accaduto: "Inquietante sfregio fascista"

Alcuni manifesti del presidente del Senato Pietro Grasso, oggi candidato premier della lista di sinistra Liberi e Uguali, sono stati imbrattati nel centro di Palagonia. Il volto del presidente è stato infatti oscurato con delle croci celtiche, simboli che richiamano alla galassia neofascista sin dagli anni Sessanta. Il gesto è stato denunciato da Salvo Grasso, ex presidente del consiglio comunale di Palagonia ed esponente di LeU: "Quello che è accaduto a Palagonia risulta essere un fatto inquietante, la città di Palagonia non può permettersi di marginalizzare il gesto come una possibile bravata", ha spiegato.

"Non può farlo perché Palagonia è la città in cui la sua Aula consiliare è dedicata al sindacalista antifascista Placido Rizzotto - ha chiarito inoltre - e sempre a Palagonia, in piazza Garibaldi, è affissa un’altra targa dedicata alla memoria di Peppino Impastato". "Per tutte queste ragioni che  la comunità palagonese dovrà condannare lo sfregio fascista - ha aggiunto - Liberi e Uguali Palagonia condanna ogni forma di fascismo e invita tutte le forze politiche, le istituzioni scolastiche e l’amministrazione comunale a prendere una posizione chiara di condanna sul vile gesto".

"Affinché atti inquietanti come questi vengano definitivamente archiviati come già la Storia di questo paese ha insegnato con i valori della Resistenza ma soprattutto con la nostra Costituzione", ha concluso.

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