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Domenica, 29 Maggio 2022
Politica

Pnrr e 186 milioni per Catania: in consiglio se ne discute con una coda polemica

Una assise straordinaria del civico consesso si è chiusa tra le polemiche e tra frecciatine al vetriolo tra alcuni consiglieri - tra cui Di Salvo e Bianco - e l'assessore all'Urbanistica Enrico Trantino

Ci sono 186 milioni di euro disponibili per l'area metropolitana di Catania e si deve decidere dove investirli entro il 7 marzo per presentare gli studi di fattibilità e, quindi, poi poter fruire dei fondi del Pnrr. Tempi molto ristretti che impongono, di conseguenza, decisioni rapide. Il tema della seduta straordinaria del consiglio comunale del 9 febbraio è proprio legato al Pnrr e ai piani integrati: a rappresentare l'amministrazione comunale c'è, unicamente, l'assessore all'Urbanistica Enrico Trantino. 

La seduta si è contraddistinta per alcune novità sul piano sostanziale - relativamente ai progetti che ha in mente l'amministrazione - ma anche con uno malcelato scollamento tra amministrazione e consiglio. Infatti non sono mancate le punzecchiature tra l'assessore e alcuni consiglieri. Ma andando con ordine ciò che conta, sul piano concreto, sono le idee di spesa dell'amministrazione.

I progetti del Comune

Così le idee progettuali le ha illustrate l'esponente della giunta Pogliese prendendo la parola dopo diversi interventi dei consiglieri accusandoli di non aver formulato "una sola proposta": "Ci sono i piani integrati per 186 milioni assegnati su scala metropolitana per almeno 3 progetti di 50 milioni di euro. Sono progetti che li chiamo "spezzatino" perché dovrebbero essere integrati tra i paesi e il Comune capoluogo. E' una occasione da non perdere e non la perderemo".

Cosa vuole fare di concreto l'amministrazione? Trantino ha parlato di interventi per riqualificare San Berillo vecchio, piazza Lupo (ipotizzando la demolizione della palestra), Librino e Monte Po. Nello specifico a Librino si pensa a un grande parco urbano, a riqualificare la scuola Brancati creando spazi come teatri e laboratori, a creare nuovi spazi di aggregazione sociale, a inserire una zona mercatale in piazza dell'Elefante e a riqualificare la strada che collega la porta della Bellezza con l'aeroporto.

"Pensiamo a un sistema di integrazione delle periferie - ha continuato Trantino - con un parco urbano a Monte Po ma anche con interventi come la demolizione di una delle torri Massimino. Sono tutte idee che non sono un approdo definitivo ma sono work in progress. La scadenza del 7 marzo impone anche un lavoro a incastro con gli altri paesi della provincia".

Gli interventi dei consiglieri

Giuseppe Gelsomino di Catania 2.0 ha chiesto appuntamenti in commissione per condividere i vari passi: "Non vogliamo sapere le cose dai giornali così come accaduto". Parole che si riferiscono alla polemica sull'ipotesi di intervento nella zona di Santa Maria Goretti che avrebbe previsto lo spostamento di alcuni residenti.

Di Salvo ha lementato il fatto che il consiglio non sia stato tenuto in considerazione: "I fondi Pnrr possono cambiare il volto della città e voi pensate di gestire tutto da soli. Non c'è una fontana, un'opera pubblica realizzata dall'amministrazione che potete indicare come vostra, State proseguendo su questa direzione con le risorse più importanti che si possono utilizzare".

L'esponente del M5S Lidia Adorno ha sottolineato "l'occasione persa dei 20 milioni di fondi per progetti di rigenerazione urbana" e "se il buongiorno si vede dal mattino si inizia male, Catania è l'unica città metropolitana a non avere fruito di quei fondi" mentre il collega di gruppo Bonaccorsi ha evidenziato le possibilità, anche per i Comuni in dissesto, di poter "assumere personale e quindi occorre sfruttare i finanziamenti e le infinite possibilità offerte dal piano".

L'assessore - nei suoi diversi interventi - ha ribadito che è "l'amministrazione che si assume le scelte" chiarendo che poi sui 20 milioni "persi" vi è stata una "mistificazione" in quanto la loro elargizione era subordinata alla approvazione del bilancio consuntivo 2019. Trantino ha poi chiarito come si sia recato nel quartiere di Santa Maria Goretti per un incontro conoscitivo, in merito a un ipotetico progetto da mettere in campo per il dissesto idrogeologico.

Dopo l'intervento dell'assessore alla presidenza vi era il consigliere Angelo Scuderi, in sostituzione del presidente Castiglione impegnato in altre attività consiliari, che stava per chiudere la seduta quando è scattato il caos con urla e richieste di intervento. Il rientro di Castiglione ha ristabilito la calma ed è intervenuto l'ex sindaco Bianco evidenziando la necessità di un approfondimento capillare magari anche aggiornando la seduta. 

"Il dibattito è un po' surreale - ha concluso Trantino -. Il governo regionale se deve prendere scelte importanti non convoca ogni volta l'Ars. Ci deve essere una fase di contribuzione delle idee e siamo ben felici di ricevere contributi ma per grammatica istituzionale appartiene all'amministrazione il governare la città. Non ho difficoltà a poter creare un gruppo di lavoro specifico". I lavori, un po' carichi di tensione, si sono chiusi con Enzo Bianco che ha ricordato le prerogative del consiglio su alcune materie contenute nel Tuel. 

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