Pogliese sul processo per peculato: "Ho solo anticipato soldi in un momento di necessità"

Durante una lunga intervista rilasciata a CataniaToday, il candidato sindaco del centro-destra Salvo Pogliese parla, per la prima volta in pubblico, del procedimento che lo vede coinvolto con l'accusa di peculato nel cosiddetto caso "spese pazze" dell'Ars

Salvo Pogliese è il candidato sindaco di cui si parlava ormai da mesi all'interno del centro-destra. Una candidatura già prevista sulla quale, tuttavia, lo stesso europarlamentare ha utilizzato l'arma della prudenza, esponendosi soltanto alla fine della campagna elettorale per le elezioni nazionali di marzo. Ma, una volta accettata la sfida, quella del segretario provinciale di Forza Italia si sta caratterizzando per essere una sfida giocata colpi di cannone, fatta di gigantografie sparse per Catania ma, soprattutto, di un supporto ormai granitico da parte degli alleati. Ultimo, ma non per importanza, quello ricevuto proprio ieri dal leader della Lega Matteo Salvini, cocchiere del partito che, all'interno della coalizione di destra, ha ottenuto più voti.

Intervistato questa mattina dalla nostra testata, Salvo Pogliese ha parlato della sua candidatura, chiarendo - per la prima volta pubblicamente - i contorni della vicenda processuale che lo vede coinvolto nel caso delle cosiddette "spese pazze" dell'Assemblea regionale siciliana. Per lui il reato contestato dalla Procura della Repubblica di Palermo è quello di aver commesso peculato. In particolar modo Pogliese è accusato di essersi appropriato indebitamente di circa 50mila euro provenienti dal conto corrente del gruppo regionale di Forza Italia, finiti poi sul proprio conto personale. Proprio per questo motivo, sulla candidabilità di Pogliese, o meglio sull'opportunità di scegliere il suo nome come campione del centro-destra, erano sorti dubbi già nei mesi precedenti, soprattutto dopo il rinvio a giudizio nel maggio del 2017.

"Sono assulatamente sereno per questa vicenda - ha spiegato Pogliese a CataniaToday - se non fosse stato cosi non avrei pensato di lasciare una comoda poltrona da parlamentare europeo, e la relativa immunità, per immaginare un percorso molto più difficile come sindaco della mia città, tra l'altro attualmente disagiata". "Non accetto lezioni di etica e di morale da nessuno - spiega ancora il candidato sindaco - Il sottoscritto, caso unico non solo all'Ars ma in qualsiasi consiglio comunale, ha anticipato decine di migliaia di euro a fronte di una situazione di difficoltà del gruppo parlamentare per pagare stipendi, straordinari e tfr ai dipendenti. Quando poi la situazione economica del gruppo è migliorata - aggiunge - ho parzialmente recuperato questi fondi".

"Il tutto è testimoniato da fatture e ricevute - chiarisce ancora l'eurodeputato - Sono assolutamente convinto che la verità processuale verrà fuori ed affronterò qualsiasi decisione dei magistrati con serenità". Sulla possibilità di una condanna e, quindi, di un problema istituzionale qualora venisse eletto primo cittadino, inoltre, Pogliese aggiunge: "Questa vicenda va avanti dal 2012, dovremmo parlare piuttosto dei tempi della Giustizia che, onestamente, potrebbero coinvolgere anche un decennio. Io ripeto di essere assolutamente sereno, mi confronto ogni giorno con questa storia - conclude - Sono convinto del resto che si concluderà come è naturale che sia". 

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