Prg, "schiaffo" alla maggioranza: rinvio tra le polemiche

Nel giorno in cui viene ufficializzata la nomina di Fatuzzo alla Sidra non mancano le fibrillazioni anche dentro il centro destra che non ha i numeri per proseguire la seduta

Nel giorno in cui viene ufficializzata la nomina di Fabio Fatuzzo alla Sidra, uomo di Pogliese, con l'attesa defenestrazione del presidente Antonio Vitale, che era stato scelto in quota lombardiana, arrivano anche le fibrillazioni dell'aula consiliare che non ha nemmeno iniziato la discussione e il voto sui tanti emendamenti presentati alle linee guida del piano regolatore.

Non è bastato un rinvio di oltre un'ora per serrare le fila della maggioranza che è venuta a mancare su una pregiudiziale posta da Graziano Bonaccorsi, del Movimento Cinque Stelle, che ha dichiarato: "Non si può proseguire perché alcune parti della delibera sono errate e non possiamo mettere a repentaglio il lavoro dei gruppi e della commissione per la presentazione degli emendamenti".

Ha provato a "resistere" Andrea Barresi dichiarando di voler proseguire per non perdere "questa occasione unica dopo che per anni si è andati avanti a colpi di varianti" ma, al momento del voto, l'opposizione ha votato compatta per il rinvio - inclusi Di Salvo e Grasso - così come il gruppo di Grande Catania, tranne il presidente Castiglione.

Non si può non collegare questo voto degli autonomisti alle recenti vicende accadute all'interno della Sidra, ma dal gruppo fanno sapere che si tratta di motivi prettamente tecnici relativi agli emendamenti presentati, alla loro analisi e ai pareri.

Pareri che ancora mancavano ieri e così nemmeno i consiglieri avevano avuto la possibilità di leggere tutta la mole di emendamenti presentati e la loro ammissibilità tecnica o meno. Specie Grande Catania aveva presentato un'articolata relazione con alcuni punti che si sono focalizzati sui corridoi del verde, sullo sviluppo dell'edilizia, della portualità e con idee chiare sull'edilizia sociale che si vorrebbe sviluppare a Cibali e che gli autonomisti non vedrebbero di buon occhio.

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In ogni caso si tratta di uno "schiaffo" alla maggioranza inaspettato. E da adesso in poi, a meno che non si ricomporrà ufficialmente la vicenda tra il sindaco e i lombardiani, gli equilibri della maggioranza in consiglio saranno labili. Intanto in consiglio è rinato il gruppo di Forza Italia di cui fanno parte Petralia, che ne è il capogruppo, Giusti e Grasso. Quindi arriva a mancare #insiemesipuò con Salvo Di Salvo che, nonostante i corteggiamenti e i contatti con i forzisti, non è entrato al momento nel gruppo appena ricostituito.

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