Regione, Crocetta annuncia la nuova Giunta

Confermati gli assessori Borsellino (Salute) e Vancheri (Attività produttive). Tra i dodici l'economista, concordato con il sottosegretario Delrio. A sostituire Nelli Scilabra ci sarà Mariella Lo Bello. Ma sulla testa del Governatore pende ancora la mozione di sfiducia

Dopo un pomeriggio caratterizzato da un susseguirsi di voci, tra conferme e smentite, soltanto nella tarda serata di ieri il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, ha annunciato i dodici componenti della sua terza squadra di governo in due anni. Tra i nomi della nuova giunta anche Nino Caleca, il legale di Totò Cuffaro e Calogero Mannino.

La nuova giunta, come aveva anticipato lo stesso governatore nella mattinata di ieri, vede la conferma di soltanto due ex assessori: Lucia Borsellino, con la delega alla Salute, e Linda Vancheri, espressione di Confindustria già assessore alle Attività Produttive. La scelta di entrambi gli assessori s'inserisce in un quadro generale di totale cambiamento della giunta, ed è motivata dal rispetto degli accordi elettorali. Per il resto, il Governo regionale cambia totalmente il volto.

Ad entrare nella giunta Crocetta è innanzitutto l'economista Alessandro Baccei. Il suo nome è stato concordato dal presidente della Regione con il sottosegretario Delrio. Ed è segno evidente di come da Roma guardino con particolare attenzione alla difficile situazione dei conti regionali, afflitti da un disavanzo superiore al miliardo e mezzo di euro. Certa dunque per Baccei la delega all'Economia. Per il Partito Democratico, col quale Crocetta nei giorni scorsi aveva condotto un vero e proprio braccio di ferro relativo all'entità del rimpasto, entrano in squadra il magistrato Vania Contrafatto, il docente di Economia del Turismo all'Università di Palermo Antonio Purpura, la presidente del nucleo valutazione fondi strutturali extraregionali Cleo Li Calzi e l'esperto di Diritto del Lavoro e docente universitario Bruno Caruso.

LA "VECCHIA GIUNTA"

Il rinnovo dell'esecutivo siciliano vede spazio anche per un rientro. Si tratta di Mariella Lo Bello, in quota Megafono, che nel primo governo Crocetta ebbe la delega al Territorio e Ambiente, e che dopo una breve esperienza nel gabinetto di Crocetta, andrà adesso con ogni probabilità a proseguire il lavoro avviato dalla giovane Nelli Scilabra alla Formazione. Il Pdr, invece, avrà nel dirigente d'Invitalia Maurizio Croce, esperto nel campo della prevenzione rischio idrogeologico, la propria espressione in giunta.

Della squadra di governo farà parte pure una personalità quale l'avvocato Nino Caleca, già avvocato di Totò Cuffaro nel processo sulle talpe alla Dda, e di Calogero Mannino nel processo sulla trattativa Stato-mafia. Caleca non è stato concordato ufficialmente con Art. 4 ma è molto vicino al movimento, essendo stata posta dal gruppo la pregiudiziale di due assessori tra i quali l'avvocato Reale all'Agricoltura. In realtà il nome di Caleca crea di fatto una spaccatura profonda all'interno di Art. 4, con gli scontenti che potrebbero a questo punto votare a favore della mozione di sfiducia al Presidente in calendario già domani. Marcella Castronovo, vice segretario generale della Presidenza del Consiglio e Giovanni Pizzo, già capo segreteria tecnica dell'assessore alle Infrastrutture entrano a far parte della giunta in rappresentanza dell'Udc, il secondo partito che regge la maggioranza di Crocetta.

Fuori, quindi, l'imprenditore catanese Nico Torrisi che era stato nominato assessore alle Infrastrutture. Torrisi ha  dichiarato: "Concludo la mia esperienza al Governo con la certezza di aver profuso il massimo impegno nell'interesse della Sicilia. Ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato e dato consigli, dai deputati dell'UDC che mi hanno indicato quale tecnico (riconfermandomi la loro fiducia sino alla fine) a quelli degli altri gruppi parlamentari, ma anche coloro i quali mi hanno suggerito idee per strada o attraverso i social network. Con la mia squadra abbiamo avviato, a detta di tutti, un buon lavoro che non abbiamo potuto completare. In tal senso, pur nell'amarezza di scelte fatte da un mondo politico vittima delle sue stesse ipocrisie (a non voler parlare di slealtà e codardia), sono contento che il mio posto venga preso da Giovanni Pizzo. Ho vissuto con lui ogni attimo della mia esperienza di governo, avendolo nominato capo della mia segreteria tecnica e, oltre a essere diventato un carissimo amico, mi ha aiutato a costruire tutto quanto di buono si sia fatto e si stesse facendo. Per questo, sono certo che completerà al meglio un percorso che, insieme, abbiamo avviato. Un ringraziamento va a Mario La Rocca e a tutto lo staff del mio ufficio di gabinetto per la lealtà e il lavoro svolto. Infine, ringrazio i miei due direttori generali Fulvio Bellomo e Giovanni Arnone e tutto il personale dell'amministrazione, senza la cui collaborazione e senza il cui entusiasmo non avremmo ottenuto gli stessi risultati. In bocca al lupo al nuovo governo, ma in particolar modo, oltre che a Giovanni, alle mie amiche Linda Vancheri e Lucia Borsellino, rimaste meritatamente al proprio posto, perché facciano bene per la Sicilia. Io torno al mio lavoro: torno a fare l’imprenditore con l’entusiasmo e l’impegno di sempre. Ma, statene certi, continuerò a impegnarmi attivamente -ora più che mai- per il progresso della nostra Sicilia".

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Per il presidente della Regione, volato nel frattempo a Roma, e che tornerà giovedì mattina, "si tratta di una giunta di alto profilo, che ha il gradimento dei partiti e del presidente, che consente di rilanciare il grande lavoro di riforme e cambiamento della Sicilia, in un quadro di condivisione con i partiti e i gruppi parlamentari. L'insediamento avverrà immediatamente dopo l'acquisizione delle dichiarazioni di incompatibilità, la verifica sulle inconferibilità e dei carichi pendenti". Crocetta presenterà quindi la sua nuova squadra giovedì: esattamente nel giorno in cui l'Assemblea regionale discuterà in aula la mozione di sfiducia nei suoi confronti. Una mozione, presentata dal Movimento 5 Stelle e dai partiti di centrodestra, ma che adesso potrebbe veder crescere il fronte degli "scontenti", e che dunque mai come oggi appare dall'esito incerto".

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