Ricordi e lacrime, la Meloni accoglie Pogliese: "Sono ritornato a casa"

Una convention etnea ha sancito l'ingresso nel partito del sindaco di Catania e dei suoi fedelissimi con la benedizione della leader di FdI

"Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano". Con una citazione di Antonello Venditti Guido Castelli, già sindaco di Ascoli Piceno, ha centrato perfettamente lo spirito della convention di Fratelli d'Italia che ha sancito il passaggio del sindaco Salvo Pogliese nel partito fondato e presieduto da Giorgia Meloni.

Un amore lungo, iniziato da ragazzini e che adesso è sbocciato nuovamente. La fiamma riaccoglie molti dei suoi protagonisti del movimento giovanile - dal Fronte della Gioventù ad Azione Giovani - che è stato una palestra politica in grado di sfornare, specie ai piedi dell'Etna, diversi protagonisti anche del quadro nazionale.

Un pomeriggio di caldo afoso, di abbracci ma anche di lacrime di commozione. Più che un incontro sui temi è stato un incontro, con un ritmo piuttosto serrato, che ha voluto sancire la chiusura del cerchio dopo che Salvo Pogliese, Basilio Catanoso e decine di amministratori locali avevano abbandonato Forza Italia in piena rotta di collisione con Gianfranco Micciché.

Presente allo Sheraton di Catania lo stato maggiore di Fratelli d'Italia che, in Sicilia, può contare su percentuali ragguardevoli e destinate a salire con l'avvento di Pogliese e dei suoi. Spiccavano, tra i tanti, nelle prime file: l'ex senatore Nino Strano, il vice presidente della Camera Fabio Rampelli, il deputato Francesco Lollobrigida, Ignazio La Russa e il neo deputato Raffaele Stancanelli.

L'evento intitolato "E' sempre più blu" ha rappresentato l'occasione per la Meloni di ufficializzare non solo le adesioni del primo cittadino di Catania e di Basilio Catanoso  ma anche di tanti altri sindaci e amministratori locali, tra cui l'ex sindaco di Ascoli Guido Castelli, il consigliere regionale dell'Emilia Romagna Fabio Callori, la deputata regionale all'Ars Rossana Cannata. E non mancano anche i sindaci locali tra cui Antonio Bonanno, di Biancavilla, Massimiliano Giammusso, di Gravina di Catania, Salvatore Puglisi, di Linguaglossa, Ruggero Strano, di Castel di Iudica,  Armando Glorioso di Nissoria e l'intramontabile Pippo Limoli di Ramacca.

Senza contare la dote di Pogliese: il suo assessore Arcidiacono, e probabilmente anche Barbara Mirabella e Sergio Parisi, e diversi consiglieri comunali etnei come Luca Sangiorgio, Santi Bosco e consiglieri di circoscrizione.

A "condurre" la serata e ad articolare gli interventi è stato il neo assessore al Turismo della Regione Siciliana Manlio Messina, per lunghi anni sodale di Pogliese sin dalla militanza giovanile. Poi un allontamento e un raffredamento tra i due. La fiamma è tornata a scaldare anche il loro rapporto umano: con le lacrime agli occhi Messina ha detto "di aver ritrovato una amicizia" con il ritorno di Pogliese e la sala ha lungamente applaudito.

E' stato un ritrovarsi un po' per tutti. Come per il sindaco di Biancavilla che ha parlato di una "generazione Atreju" che si è ricostituita e sullo stesso filo rosso ha proseguito il primo cittadino di Gravina Massimiliano Giammusso citando Enzo Tortora: "Verrebbe da dire: dove eravamo rimasti?".

Non c'è stato spazio soltanto per i buoni sentimenti in questa reunion della destra. Raffaele Stancanelli, considerato una sorta di "federatore" tra anime, generazioni e movimenti dell'area, si è tolto qualche sassolino dalle scarpe specie nei confronti degli "amici" di Diventerà Bellissima e di Nello Musumeci, seppur senza mai citarlo.

L'ex sindaco di Catania ha detto che "molti consideravano Fratelli d'Italia un partitino del 2 - 3% e ha invece dimostrato di avere un elettorato con grande passione e fedeltà che ha portato a superare in Sicilia anche l'8%".

"Basta essere leali - ha proseguito Stancanelli - e metterci la passione che i risultati arrivano. Quando ho sentito che le battaglie si fanno soltanto se vi è la certezza del 10% ho fatto una scelta. La mia candidatura alle Europee è stata una scelta di servizio, di passione".

E infatti proprio sulle Europee e sulle scelte Stancanelli ha rotto con Musumeci che è rimasto neutrale e adesso cerca di schiacciare l'occhio alla Lega.

Gli ultimi due interventi sono stati quelli di Salvo Pogliese e Giorgia Meloni. Il sindaco - che potrebbe essere il nuovo coordinatore regionale del partito - ha esordito sottolineando che "Fratelli d'Italia non è una nuova casa ma un ritorno a casa. Questo è il mondo e la comunità nella quale ho vissuto gli anni più belli del mio impegno politico giovanile e non soltanto".

E anche Pogliese, come molti altri nel corso del pomeriggio, ha sgranato il rosario dei ricordi passando dall'apertura della sua campagna elettorale per l'Ars nel 2006 proprio in quella sala e alla presenza di Giorgia Meloni che "in un sabato di Pasqua era venuta a dare sostegno e vicinanza alla nostra comunità".

Da Aci Castello sino a Passopisciaro dove nel 1993 Pogliese e i virgulti del Fronte della Gioventù avevano tenuto il primo campo di formazione politica. Il primo cittadino ha ripercorso le tappe comuni della generazione dei quarantenni di destra. Tappe che avevano portato, con le scelte finiane, a una diaspora di quel mondo diviso in molti rivoli.

Poi Pogliese ha riservato qualche bordata al mai amato Gianfranco Micciché: "E' stata imbarazzante la visione del coordinatore di Forza Italia nel porto di Catania mentre faceva una conferenza stampa con la Boldrini e i centri sociali sull'immigrazione, mentre la linea del partito era tutt'altra". Il sindaco ha anche ripercorso le tappe dell'emendamento bloccato all'Ars, della mancata candidatura di un catanese alle Europee e ha lanciato un appello ad altri amministratori che ancora militano in Forza Italia "nella consapevolezza di poter aggregare".

"Fratelli d'Italia - ha aggiunto Pogliese - non è il partito dei reduci di An ma molto di più e lo si deve a Giorgia Meloni che ha seguito un percorso con coraggio eccezionale e, adesso, guida il secondo partito del centrodestra".

Ha già sposato la linea d'attacco la new entry di FdI tanto che ha battuto duro sui grillini: prima contro il reddito di cittadinanza e poi contro Toninelli per lo stop della Ragusa - Catania. Però Pogliese ha anche ringraziato il sottosegretario Candiani e Salvini della Lega per il sostegno dato alla città.

Ha concluso Giorgia Meloni che ha, anche lei, pescato nel cassetto dei ricordi: "Conservo una foto del 1993 dove ci siamo io e Salvo Pogliese in una squadra di pallavolo per un torneo che vincemmo in una manifestazione giovanile".

Anche la Meloni ha ripercorso un po' di storia, rendendo omaggio a Basilio Catanoso - ex presidente di Azione Giovani - e sottolineando il fatto che adesso FdI aggrega non solo la destra storica ma "persone con percorsi ed estrazioni diverse".

Rivendica il sostegno, arrivato per primo, a Nello Musumeci come candidato presidente della Regione e ha auspicato che si compia "sull'isola quella rivoluzione che abbiamo promesso". Poi la leader ha affrontato temi nazionali (con attacchi frontali ai grillini), ha detto di essere pronta al voto e a un governo in tandem con la Lega e ha rivendicato la sfida per le infrastrutture del sud da portare avanti.

Chiusa la kermesse tanti selfie e saluti con i militanti giunti da tutta l'isola. In una serata Fratelli d'Italia ha incassato voti, classe dirigente e "ritrovato" una comunità.

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