Piano di riequilibrio, manca il numero legale: malumori in maggioranza

Prima della votazione sono usciti dall'aula Elisabetta Vanin e Giovanni D'avola, fedelissimi del primo cittadino. Arcidiacono: "Molti pensano che l'amministrazione sia ormai perdente e provano a ricollocarsi"

Una parte "formale" ed una più sostanziale: da un lato il giuramento del consigliere Rosario Laudani, eletto al posto di Maria Ausilia Mastrandrea, oggi assessore alla Scuola, e dall'altro la discussione sulla rimodulazione del piano di riequilibrio finanziario, così come previsto da una nuova legge. Erano questi gli ordini del giorno da affrontare durante la seduta consiliare di ieri sera che, tuttavia, è saltata a causa della mancanza del numero legale e, come si mormora all'interno di Palazzo degli Elefanti, per il malumore di alcuni consiglieri della stessa maggioranza di Enzo Bianco. Prima della votazione, infatti, c'è chi giura di aver visto andar via la consigliera Elisabetta Vanin, fedelissima del primo cittadino, che - pare - sarebbe rimasta scontenta per le ultime nomine in assessorato.

Nonostante la "storica" conferenza dei capigruppo convocata dal vicepresidente vicario Sebastiano Arcidiacono - alla quale per la prima volta ha preso parte anche Bianco, e durante la quale si era deciso di accellerare i lavori in base ad una road map dettata dal Sindaco - a mancare in aula sono stati proprio i "bianchiani doc". Oltre a Vanin, ad uscire dall'aula è stato anche il capogruppo del Partito democratico Giovanni D'Avola. 

L'analisi di Arcidiacono

A dare una lettura politica del dato, questa mattina, è stato proprio Arcidiacono che, svestito il ruolo istituzionale, ha parlato di una sostanziale differenza tra il comportamento dei colleghi tra le dichiarazioni ed i fatti. "In pubblico tutti sono pronti a sostenere compatti la linea indicata dal Sindaco - spiega Arcidiacono a CataniaToday - ma in privato poi, come si è visto, ci sono state grandi assenze in aula". Allontamenti che il vicepresidente vicario spiega come tentantivi di "ricollocamento" anche tra coloro che, fino ad oggi, hanno sposato in toto l'operato di Bianco. "Credo che ormai ognuno stia cercando di posizionarsi perché hanno il sentore che questa amministrazione sia perdente - aggiunge - I casi di Alessandro Porto e di Valentina Scialfa parlano chiaro: quando c'è il sindaco presente tutti calano la testa ma poi, alla fine, si comportano in altro modo".

L'opposizione "costruttiva"

Un comportamento che tuttavia, secondo Arcidiacono, permetterà al documento di essere approvato in ogni caso "grazie al ruolo dell'opposizione lombardiana". "Il riequilibrio passerà sicuramente con la garanzia da parte dell'opposizione di mantenere il numero legale in aula. E' chiaro che senza gli ex Mpa il Sindaco non avrebbe dove andare - osserva - Attenzione, la mia non è una critica ma un fatto politico". "Il sindaco dovrebbe avere l'onestà di intellettuale di ringraziare i lombardiani per la garanzia del numero legale che spesso è stato garantito, principalmente, grazie a loro. Quello di Grande Catania - conclude - è stato il gruppo che più di tutti ha mantenuto salda la sua linea politica di intesa istituzionale con il sindaco Bianco". 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Operazione antimafia, 12 “piazze di spaccio” di San Giovanni Galermo nel mirino dei carabinieri

  • Coronavirus, morto un giovane di 29 anni: era il figlio di un cancelliere del Tribunale

  • Blitz dei carabinieri grazie a collaboratore di giustizia: era il nuovo reggente del clan Nizza

  • Coronavirus, bimba di 5 anni ricoverata in rianimazione a Catania

  • Disposizioni anticovid, i carabinieri controllano gli spostamenti tra comuni

  • I soldi della droga per le famiglie dei detenuti: parlano i "libri mastri" di Schillaci

Torna su
CataniaToday è in caricamento