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Martedì, 24 Maggio 2022
Politica

Aumento dei costi delle discariche: in consiglio i timori del vice sindaco Bonaccorsi: "Servono aiuti"

Si è tenuta un'assise straordinaria del civico consesso. La discarica di Sicula ha aumentato - probabilmente per via del caro energia - i costi di conferimento e il Comune di Catania rischia di restare in ginocchio. Nella città dove già si paga la Tari più alta d'Italia non si vogliono chiedere ulteriori "salassi" e si cerca il sostegno della Regione

Nella città dove si paga la Tari più alta d'Italia c'è un nuovo spauracchio che spaventa amministratori comunali e cittadini: l'aumento dei costi per il conferimento dei rifiuti in discarica. Uno spettro che aleggiava da tempo e che, adesso, è apparso in tutta la sua drammaticità tanto che il sindaco facente funzioni Roberto Bonaccorsi ha chiesto la convocazione di un consiglio comunale per tracciare il quadro della situazione attuale. Un quadro a tinte fosche e che risente dei tanti ritardi del sistema rifiuti, sia a livello comunale sia a livello regionale.

E' lo stesso Bonaccorsi - in un consiglio inizialmente poco "popolato" - a tracciare l'iter travagliato della raccolta dei rifiuti a Catania dicendo che l'attuale aumento dei costi "potrebbe vanificare i sacrifici fatti negli ultimi quattro anni". Con tanto di slide proiettate a favore d'aula il vice sindaco ha parlato di una situazione "complessa e difficile" sulla quale l'amministrazione e il consiglio "non hanno nessuna responsabilità".

Bonaccorsi ha ricordato la travagliata gara ponte: "Nel corso degli anni il percorso verso la differenziata ha subito ritardi e interruzioni che non ci hanno permesso di raggiungere gli obiettivi fissati dal legislatore". Ha ricordato che sino a ieri mattina, con l'assegnazione del lotto Centro, ancora la città non era partita con il porta a porta per tutta la sua estensione ma che i numeri dei lotti Nord, con il 51% di differenziata, e Sud con il 40% circa, sono confortanti.

Sul fronte delle discariche i costi sono aumentati progressivamente nel corso del tempo e sono passati dai 19 milioni che si pagavano nel 2018 ai 25 milioni del 2021 a fronte di una diminuzione della quantità di rifiuti conferiti, di circa il 10%. "Pur essendo ridotte le quantità - ha spiegato il sindaco facente funzioni - i costi sono aumentati e li abbiamo assorbiti con delle economie di bilancio non incidendo sulle tariffe. Negli ultimi 4 mesi Sicula è passata da un contro di 2,4 milioni a 3 milioni, con un aumento di circa 700mila euro al mese".

Una cifra che rischia di mettere in ginocchio il Comune anche perché mandare i rifiuti in altre Regioni può arrivare a costare il triplo. Da qui l'appello di Bonaccorsi che chiede più tempo per raggiungere il 65% di differenziata imposto dal legislatore e propone un dialogo immediato con la presidenza della Regione: "Abbiamo bisogno di aiuto per i maggiori oneri di discarica e di più tempo per diventare virtuosi. Sono richieste ragionevoli: ci servono strumenti per non penalizzare la città che già paga la Tari più elevata d'Italia".

Sangiorgio: "Argomento che ci fa saltare dalla sedia"

Sono stati diversi gli interventi dei consiglieri. Il capogruppo di maggioranza Luca Sangiorgio ha ricordato come il consiglio si sia preso la responsabilità di votare l'aumento della Tari perché "si era con le spalle al muro": "Adesso scopriamo che la discarica costa più del doppio. Si devono sbattere i pugni sul tavolo, a Palermo e a Roma. Non possiamo rispettare, inoltre, le tempistiche del legislatore. A Catania vengono a scaricare rifiuti dai Comuni della provincia che diventano virtuosi".

Di Salvo ha chiesto un tavolo permanente di confronto tra istituzioni mentre la Srr, rappresentata dal dottor Laudani, ha ribadito quanto già si sapeva: "Le discariche sono sature e c'è una confusione globale. Siamo al fianco del Comune di Catania e spero che i rifiuti non vadano al'estero ma restino nelle discariche siciliane trovando una programmazione seria".

Anche Santi Bosco ha chiesto un tempo maggiore per la città e per far "partire con la differenziata anche il lotto Centro" mentre Anastasi ha evidenziato come sia "difficile amministrare un Comune, specie nel Sud Italia" e ha evidenziato come vi sia "una parte di città che sta dando speranza con la differenziata nonostante le difficoltà", ragion per cui si deve proseguire con il dialogo ma anche con la fermezza anche - secondo il consigliere - con manifestazioni e marce di "tutti i sindaci siciliani".

Hanno concluso i consiglieri Sara Pettinato, Manfredi Zammataro e Lidia Adorno. In attesa di risposte dalla Regione, chiamata in causa sia dall'amministrazione sia dai consiglieri, si attende la soluzione di un problema che ha radici ataviche e lontane.

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