Rifiuti, la "rivoluzione" dei consiglieri: "Basta privati, il Comune gestisca la raccolta"

Gli esponenti del centrodestra Zammataro, Sangiorgio e Curia hanno presentato una mozione per chiedere l'affidamento del servizio a una apposita società comunale

Una vera e propria "rivoluzione" quella proposta dai consiglieri comunali di centrodestra per gestire uno dei problemi più grandi della città: la raccolta dei rifiuti. Questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, Luca Sangiorgio, Manfredi Zammataro e Bartolo Curia hanno presentato la loro mozione - che passerà al vaglio del civico consesso - e che propone di affidare il servizio della raccolta dei rifiuti al Comune di Catania, attraverso la creazione di un'apposita società partecipata.

Quindi i consiglieri auspicano il passaggio dai privati al pubblico per uscire dallo stallo. Infatti al momento l'azienda privata opera in proroga dopo che il bando settennale - che doveva rappresentare una svolta - è andato deserto con il risultato che l'impianto della gara è da rifare e si prevede un allungamento dei tempi. Così i consiglieri, forse prevedendo che si potrebbe andare incontro a un bando nuovamente deserto e con lo spettro di una ordinanza sindacale per far proseguire il servizio, hanno chiesto all'amministrazione di gestire il servizio con le "forze" del pubblico.

Catania al momento ha una delle Tari più alte d'Italia ma una delle percentuali di differenziata più basse e le criticità sono parecchie: dallo spazzamento alle isole ecologiche non partite, sino alle microdiscariche sul territorio.

"Noi chiediamo - dice il capogruppo di maggioranza Sangiorgio - una svolta epocale per la gestione dei rifiuti con una assunzione forte di responsabilità da parte dell'amministrazione. D'altronde la gestione in house funziona già in tante altre città, come Palermo e Messina. La gestione da parte del Comune porterebbe a un abbassamento dei costi, non prevederebbe l'utile d'impresa da garantire alla società e motivo per cui il precedente bando era andato deserto. Anche sul fronte dei controlli ci sarebbe una gestione diversa. Dobbiamo darci questa possibilità e immaginare un percorso pubblico".

Sulla stessa lunghezza d'onda Zammataro, di Diventerà Bellissima, il quale ha precisato che si tratta di un "indirizzo politico" ma che "il sistema attuale lascia a desiderare con cumuli di rifiuti e percentuali irrisorie di differenziata". "Con la gestione in house - ha aggiunto - si migliorerebbe il servizio e il controllo e si possono introdurre stimoli per spingere il cittadino a differenziare sulla logica che chi più differenzia meno paga in bolletta". Ha concluso il consigliere Curia che ha ricordato l'investimento della Regione per Pantano d'Arci e per un impianto per il trattamento dell'umido: "Su questa scia una gestione da parte del Comune potrebbe ridurre i costi: molti mezzi già ce li abbiamo e i lavoratori sarebbero garantiti attraverso le clausole sindacali".

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Adesso la decisione "politica" passerà al consiglio comunale. Di certo l'attuale stallo andrà superato ma le gestioni pubbliche non sono sempre sono state rose e fiori: molte aziende municipalizzate sono rimaste sommerse dai debiti e da cattiva gestione, altre sono divenuti carrozzoni. Dalla possibile risoluzione del "nodo" rifiuti passa il futuro di Catania che non può continuare a presentarsi ai cittadini e ai turisti in queste condizioni.

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