Giovedì, 21 Ottobre 2021
Politica

Dalle amministrative alle Regionali, Pd e M5S ora vogliono "sfrattare" Musumeci

I risultati di Caltagirone lanciano un messaggio importante in vista delle elezioni per palazzo d'Orleans: il centrodestra unito ha perso proprio nella roccaforte del presidente della Regione. Partita aperta per il totonomi

Le elezioni regionali del 2022 sembrano un po’ più vicine dopo questa tornata di amministrative in Sicilia. I segnali sono tanti e non ancora di facile interpretazione, poiché troppo variegata è la realtà comunale. Ma c’è una città, in particolare, a cui le forze politiche stanno guardando come cartina al tornasole in vista della formazione delle coalizioni regionali, ed è Caltagirone. Nel comune del Catanese, infatti, si fronteggiavano due schieramenti ben precisi: il centrodestra unito per Sergio Gruttadauria e, dall’altro lato, l’esordiente asse Pd-M5s, con in più la lista di Claudio Fava, per il candidato Fabio Roccuzzo. La vittoria di quest’ultimo è arrivata già a primo turno.

E l’aspirante candidato pentastellato alla presidenza della Regione, Giancarlo Cancelleri, esulta: “Questo è un avviso di sfratto per Musumeci”. “Questo risultato - commenta su Facebook il sottosegretario del M5s - dimostra la grande capacità di fare sinergia sui territori e rafforzare passo dopo passo l’asse innanzitutto con il Pd e con altre forze di sinistra e civiche. Caltagirone è l’avviso di sfratto al Governo Musumeci perché dimostra che la coalizione M5s-Pd e forze di sinistra battono il centrodestra anche se unito. La coalizione funziona e adesso dimostrerà di avere le carte in regola per poter ambire al governo della nostra regione”.

Traballano, quindi, le certezze del presidente Musumeci, che già mesi fa ha annunciato la sua intenzione di ricandidarsi auspicando di poter contare sul centrodestra unito a sostenerlo. Lo stesso schieramento che oggi ha fallito proprio in quello che, fino ieri, è stata una roccaforte del governatore, perché guidata dall’ex sindaco Gino Ioppolo, fedelissimo di Musumeci e coordinatore del suo movimento, Diventerà Bellissima.

“E' un risultato importante - dice Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pd - se si considera che il centrodestra si è presentato unito e compatto a sostegno del suo candidato. Ma qui a Caltagirone regge l’accordo tra Pd e Cinquestelle: un esito che conferma i risultati conseguiti anche nelle elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre nel resto d’Italia. Caltagirone è il modello da seguire in Sicilia”.

Insomma, queste amministrative - per cui si è anche svuotato nelle ultime settimane Palazzo dei Normanni, con tutti i deputati in trincea per portare voti al proprio schieramento - erano l’ultimo tassello prima di dare il via al totonomi: adesso servono coalizioni e candidati. La partita è aperta.

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