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Il ritorno in sella di Razza, Fava: "Interessi di Musumeci prevalgono su interesse dei siciliani"

Pioggia di critiche dopo la scelta del presidente della Regione per la sanità isolana. Anche il M5S ha diramato una nota definendo la nomina dell'ex assessore dimissionario "un atto di egoismo"

La notizia diramata la sera del 2 giugno ha fatto scatenare una ridda di dichiarazioni. E non poteva essere diversamente: il ritorno di Ruggero Razza alla guida della sanità, prima ventilato con alcune dichiarazioni criptiche, e poi concretizzato ha fatto insorgere le opposizioni. Ma anche tra gli alleati non pare che vi siano sorrisi e pacche sulle spalle: in tanti lamentano di non essere stati informati, altri chiedevano un profilo diverso da quello del delfino di Musumeci.

Duro il commento del presidente dell'Antimafia regionale Claudio Fava: "C'erano e ci sono molteplici motivi di opportunità che avrebbero dovuto suggerire a Musumeci di non procedere a decidere il ritorno di Ruggero Razza alla guida dell'Assessorato alla salute. Ma su queste evidenti ragioni ha prevalso la volontà di piegare l'interesse della Sicilia alle esigenze politiche del presidente della Regione. Il tutto dopo aver lasciato, nei mesi più caldi della campagna vaccinale, l'assessorato e la macchina regionale senza una guida."

Inoltre per Fava, "alla vigilia di una nuova stagione di nomine, unico vero collante del governo regionale, Musumeci doveva dimostrare di essere ancora alla guida di una coalizione che nei fatti non esiste più, con un governo che produce solo spartizione di poltrone e non un solo singolo atto nell'interesse dei siciliani."

"La rinomina di Razza? Indecente: l'ennesimo atto di egoismo di Musumeci che mette in primo piano i propri interessi e quelli della sua ricandidatura davanti a quelli della salute pubblica e dei siciliani. Questo suo atto di arroganza conferma, ove ce ne fosse bisogno,  che quando il presidente si muove fa solo danni. Ci verrebbe da dire, meglio quando è in catalessi, come al solito". Queste le parole del capogruppo del M5S all'Ars Giovanni Di Caro e dei componenti 5 stelle della commissione Salute di palazzo dei Normanni, Francesco Cappello, Giorgio Pasqua, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca.

“Premesso – dicono i deputati 5 stelle - che l'assessore rientrante andava messo da parte anche prima dell'inchiesta della magistratura per la sua manifesta incapacità, tanto da fare presentare alle opposizioni una mozione di censura nei suoi confronti, non comprendiamo cosa sia cambiato dal momento delle dimissioni ad oggi. A questo punto ci chiediamo perché Musumeci le abbia accettate, facendo ora questa retromarcia che sa dell'ennesima beffa ai siciliani. Razza in ogni caso rimane l'assessore che era consapevole del fatto che veniva artatamente alterato il denominatore del rapporto tra tamponi positivi e tamponi effettuati. Alla luce di questo, quale credibilità può avere un assessore simile?”.

Una nota è arrivata anche dal segreteario Pd Anthony Barbagallo: "La staffetta Musumeci-Razza alla salute si chiude nel peggiore dei modi nel giorno in cui si festeggia la Repubblica: il delfino è infatti tornato sulla tolda di comando dell'assessorato alla Salute, come ci fa sapere Musumeci con un comunicato, dopo settimane di sussurri e campagne social abilmente orchestrate. Il Partito Democratico è sempre stato critico sulla gestione della sanità in Sicilia da parte di Ruggero Razza a prescindere dall'indagine giudiziaria in cui è coinvolto e da cui gli auguriamo di uscire indenne".

"Sono decine gli atti parlamentari presentati per denunciare le inefficienze del sistema sanità in Sicilia - prosegue Barbagallo - voluto da Razza, di cui abbiamo anche chiesto la sfiducia nel suo primo mandato. Le nostre perplessità - aggiunge - si sono rinvigorite durante l'interim di Musumeci che non si è mai degnato di venire all'Ars a rispondere e confrontarsi sulle falle registrate nella gestione dell'emergenza covid ma anche negli ospedali con interi reparti ordinari abbandonati a loro stessi, senza medici e poco personale sanitario. E' solo una questione di potere e poltrone: la Sicilia affonda ma con ritorno di Razza Musumeci e' contento, tutto il resto non conta". 


 

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