San Giovanni la Punta, cinque liste a sostegno di Santo Trovato

Sono presenti candidati del Movimento civico puntese, del Partito repubblicano italiano e del Movimento politico culturale Avanguardia

Cinque le liste in campo per Santo Trovato sindaco, ma c’è anche il sostegno dei Repubblicani, del Movimento civico puntese e del Movimento politico culturale Avanguardia “Da 15 anni a San Giovanni La Punta amministra sempre la stessa compagine amministrativa. O sarebbe meglio dire: amministra sempre la stessa persona. E questo non va bene. L’alternanza è il sale della democrazia. E’ ora di cambiare!”. Così Santo Trovato, dirigente dell’agenzia delle entrate, attuale consigliere comunale, e già assessore provinciale con Nello Musumeci presidente.

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Nel 2015, con sole due liste, arrivò al ballottaggio e mancò per un soffio la poltrona da primo cittadino. Oggi gli equilibri politici sono cambiati e in paese c’è voglia di cambiamento. Puntese “doc”, Trovato coniuga l’esperienza politica, maturata negli anni, il profondo radicamento territoriale e una nuova visione della politica, aperta al territorio e alle nuove generazioni. Sono 5 le liste presentate a sostegno della sua candidatura (Trovato sindaco, Udc, Puntesi liberi, La destra puntese e Si cambia). Nelle liste sono presenti candidati del Movimento civico puntese, del Partito repubblicano italiano e del Movimento politico culturale Avanguardia. “Oggi – spiega Trovato - per amministrare bene una comunità serve certamente esperienza. Ma l’esperienza da sola non basta. Occorre competenza e soprattutto visione del futuro. E’ poi importante dialogare con le opposizioni, accettando proposte e suggerimenti. Io sono per una politica costruttiva. E se un’idea è valida, lo è a prescindere dall’appartenenza politica”. “Sogno – prosegue trovato - un paese solidale: quindi con una grande attenzione per i più deboli, i bisognosi, gli ultimi. Solidale nei confronti di bambini e anziani. Moderno: che sappia cioè progettare e perché no anticipare il futuro. Che esca fuori dai canoni tradizionali. Capace di cavalcare nuovi modelli di gestione della cosa pubblica, attraverso, ad esempio, la consultazione e la partecipazione attiva della comunità. Infine deve essere vitale, sotto tutti i punti di vista. Deve saper sostenere l’economia locale, intercettare fondi pubblici, programmare iniziative ed eventi, anche a basso costo, aprirsi al territorio circostante. Cosa vieta di realizzare un progetto con altri comuni, unendo forze e risorse? La politica deve avere una nuova visione, essere concreta, dare risposte, ma anche speranza. Oggi, ancor di più rispetto al passato”.

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