Valentina Scialfa, la candidatura scomoda e le mire del Sindaco

Dopo l'addio di Valentina Scialfa, la sua probabile candidatura in Forza Italia avrebbe fatto venire il maldipancia all'interno del centro-destra. E qualcuno pensa ad una mossa del sindaco Enzo Bianco

Il passo indietro di Valentina Scialfa dalla giunta comunale di Catania e la sua prevista candidatura all'interno del centro-destra per le elezioni nazionali, nonostante le parole di rammarico del sindaco, potrebbe essere il primo tassello di una strategia più complessa. Messa in moto proprio da Enzo Bianco. Secondo i rumors che circolano all'interno di Palazzo degli Elefanti, il primo cittadino, ben consapevole del previsto flop elettorale del Partito democratico a guida renziana, avrebbe in mente un progetto di grosse kolation (coalizione estesa), di natura civica in cui inserire - come già fatto in passato - anche elementi del centro-destra.

La stima e la mossa del sindaco

Chi conosce bene i rapporti di stima e reciproca fiducia tra il sindaco e l'ex assessore alla Scuola legge in questo modo l'addio di Scialfa. Potrebbe essere proprio lei l'interlocutore interno a Forza Italia in vista dell'imminente chiamata alle urne per la rielezione del consiglio comunale. La mossa del medico legale se, da un lato, fa tirare un sospiro di sollievo alle altre candidate in pectore all'interno del centro-sinistra - tra tutti Ersilia Saverino e il presidente del consiglio comunale Francesca Raciti - avrebbe provocato più di un maldipancia tra quelli del centro-destra. A rimanere deluso sarebbe prima di tutto l'ex collega di giunta, l'assessore alla Viabilità Salvo Di Salvo, che nonostante il suo percorso con l'Udc ed il dialogo con il segretario nazionale Cesa, guardava in questi giorni con interesse ad un posto in Forza Italia. Ma non solo.

I delusi

Quella di Scialfa sarebbe infatti una candidatura in più che nessuno si aspettava all'interno del cosiddetto "Patto dell'arancino", siglato a Catania tra le forze del centro-destra in occasione delle passate elezioni regionali. I collegi previsti dalla nuova legge elettorale, il Rosatellum bis, a Catania sono infatti solo 3 e l'ingresso di un nuovo elemento potrebbe fare saltare gli equilibri precari fino ad ora raggiunti. In Forza Italia, ad esempio, si parla sempre di più di un passo in avanti da parte dell'europarlamentare Salvo Pogliese; una realtà che, anche qualora fosse soltanto frutto di fantasia, deve fare i conti con gli altri uomini di Pogliese, assurto ad una posizione di forza durante l'appuntamento di Novembre grazie al posizionamento in giunta regionale di Marco Falcone e all'elezione del deputato Alfio Papale. 

Se, come si mormora, l'investitura di Scialfa è stata benedetta direttamente da Arcore, potrebbe insomma essere lei il trait d'union tra la Brianza, Roma e Catania. Dove, rimettendo su un redivivo "Patto per Catania", Bianco potrebbe riproporre il modello del 1993, inserendo all'interno della sua lista uomini delle più diverse scuole politiche. 

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