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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Politica

Mafia, l'ex presidente Lombardo assolto dalla Corte d'appello

L'ormai ex politico catanese era accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione elettorale. Si conclude dopo oltre un decennio la sua odissea giudiziaria, iniziata quando era ancora presidente della Regione Siciliana

E' stato assolto dalla Corte d'appello di Catania l'ex presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo: era accusato di concorso eesterno in associazione mafiosa e corruzione elettorale. Si conclude così l'odissea giudiziaria del politico catanese inziata oltre un decennio fa. L'assoluzione dall'accusa di concorso esterno è arrivata perché il fatto non sussiste, mentre per il reato elettorale è arrivata per non aver commesso il fatto.

Le reazioni 

L'ex presidente non era presente alla lettura della sentenza in quanto aveva detto di volersi recare al funerale di un amico. L'accusa, rappresentata dai pm Sabrina Gambino e Agata Santonocito, aveva chiesto la condanna di Raffaele Lombardo, a sette anni e quattro mesi di reclusione, per l'accesso al rito abbreviato. Il procedimento aveva visto la vivisezione dei presunti rapporti di Lombardo con esponenti dei clan etnei: il politico ha sempre negato qualsiasi contatto e ha affermato a più riprese, anche nelle dichiarazioni spontanee, di avere sempre combattuto Cosa Nostra.

Lombardo è stato difeso dagli avvocati Maria Licata e Vincenzo Maiello, i quali hanno nella loro arringa conclusiva fatto cenno anche alla presenza di ex pm nella giunta regionale scelta dal politico etneo. Il procedimento ha anche trattato presunti favori elettorali dei clan a Raffaele Lombardo nelle regionali del 2008, in cui fu eletto governatore, e a suo fratello Angelo, per cui si procede separatamente, per le politiche dello stesso anno.

Il percorso giudiziario di Lombardo è stato accidentato: la seconda sezione penale della Cassazione aveva annulato con con rinvio la sentenza emessa nel marzo 2017 dalla Corte d'appello di Catania che vedeva l'assoluzione dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa per l'ex governatore e che lo aveva condannato a due anni (pena sospesa) per corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso, ma senza intimidazione e violenza.

La sentenza di secondo grado aveva riformato quella emessa nel febbraio 2014, col rito abbreviato, dal Gup Marina Rizza che lo aveva condannato a sei anni e otto mesi per concorso esterno all'associazione mafiosa ritenendolo, tra l'altro, "arbitro" e "moderatore" dei rapporti tra mafia, politica e imprenditoria. Oggi è arrivata la parola fine con l'assoluzione. Lombardo, come detto non presente alla lettura della sentenza, ha riferito ai suoi legali di essere "felice e sollevato".

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