Sinistra, la micro-assemblea si frantuma su Notarbartolo

Niente da fare. La sinistra catanese non riesce a restare unita neanche per pochi mesi e l'ennesima frattura si consuma sul nome del candidato sindaco. Dopo due ore di discussioni, l'assemblea finisce in caciara

L'espressione di Matteo Iannitti, anima di Catania Bene Comune e promotore di un'assemblea per discutere il programma ed il nome del futuro candidato sindaco della sinistra catanese per elezioni amministrative, era tesa sin dall'inizio. Conoscendo bene le diverse componenti, l'ex candidato del 2013 aveva capito sin da subito l'andazzo della serata di ieri, svolta nello splendido salone dell'Ostello degli Elefanti. E, come previsto, i suoi intenti pacificatori ed unificatori si sono schiantati come un treno davanti al solito, narcisistico, autismo suicida delle micro-realtà che compongono la galassia ormai in estinzione del comunismo etneo.

Eppure davanti alle scelte da intraprendere in questi giorni, le compagne ed i compagni, avevano due modelli ben precisi e recenti: quello delle regionali, in cui si è scelto di creare una lista unica, i Cento passi, e si è riusciti ad ottenere un deputato all'Ars, Claudio Fava, e quello delle politiche nazionali, in cui separati tra LeU e Potere al popolo ci si è avvicinati alla scomparsa definitiva. Ma la storia, citando Zizek che a sua volta cita Marx, si ripete sempre due volte: prima come tragedia e poi come farsa. Anche se, come osservavano i più anziani, in questo caso il copione già scritto delle scissioni sembra andare in scena da anni, senza sosta, in una sorta di continua volontà auto-distruttiva. 

Ed è così che, dopo l'introduzione e la lettura dell'appello del comitato promotore, l'omicidio dell'unità - sempre decantata come valore platonico ma mai realmente costruita - si è consumato sul nome del candidato sindaco: quello del consigliere comunale di Catania, ex Pd, Niccolò Notarbartolo. Un nome sul quale arriva sin da subito un'apertura da parte di Iannitti che, come aveva già detto, lo preferisce nettamente all'ipotesi ventilata nei giorni precedenti: quella di un sostegno di una lista di sinistra alla candidatura civica di Emiliano Abramo. "La discussione dei nomi e dei cognomi è importante - spiega Iannitti - ma ancor più importante è l'incontro sui contenuti. Ci siamo lasciati dicendoci che non c'era spazio per trovare una sintesi su Emiliano Abramo, percorso legittimo ma distante da noi. Oggi la compagine dei Cento passi ha lanciato una proposta su Notarbartolo, eletto col Pd ma spesso vicino alle nostre battaglie". "Avevo già escluso a priori un'alleanza con Abramo - aggiunge - Ma penso invece che con Notarbartolo si possa tentare di trovare una sintesi per unire la sinistra". 

L'ipotesi Notarbartolo, del resto, era stata proposta da Claudio Fava in una riunione precedente, proprio per unificare le anime più malpanciste, rappresentate per lo più dai militanti dell'area Rifondazione comunista. "Noi abbiamo davanti uno scenario in cui c'è un candidato che non è solo il rappresentante della destra, ma anche di istanze private che sentono di essere garantite, Salvo Pogliese - spiega Fava durante il suo intervento - Poi c'è un sindaco uscente, che considero più pericoloso, perché da un lato dice delle cose bellissime e, dall'altro, consente che si mantengano quegli equilibri di potere che dice di voler combattere". "Quando si era presentato nel 2013 - continua il deputato regionale - Bianco era ritornato presumendo che quella sarebbe stata l'ultima sua esperienza, quella in cui avrebbe portato a termine le cose non fatte durante la prima sindacatura. Tuttavia l'obiettivo in questi cinque anni è sempre stato il galleggiamento".

Entrando poi nel vivo della questione, Fava chiarisce: "Ho incontrato Emiliano Abramo in questi giorni, a cui riconosco di averci messo la faccia. Onestamente non penso che sia stata una mossa di intelligenza col nemico, come ricostruiscono certi magazine online. Dopo una valutazione attenta ho ritenuto però che quella non fosse in realtà una candidatura in discontinuità con il passato. Al contrario, sono molto convinto di Niccolò Notarbartolo". "Lo sostengo perché Notarbartolo racconta un pezzo di città che vuole ritrovare se stessa. Mi piace la parabola di Notarbartolo - conclude - e mi piacerebbe che fosse lui il nostro candidato".

L'intervento di Claudio Fava durante l'assemblea

La rottura, a metà assemblea, viene affidata al giovane Alessio Grancagnolo che - con un'argomentazione più da costituzionalista che da attento osservatore dei fenomeni politici della città - distrugge l'ipotesi Notarbartolo e fa il nome di Matteo Iannitti. "Niccolò ha fatto dichiaratamente campagna per il 'sì' al referendum costituzionale - ha spiegato Grancagnolo - Come facciamo a stare accanto a lui? Noi abbiamo convintamente sostenuto il 'no', e Catania si è espressa chiaramente in questo senso. Non possiamo oggi scordarci queste cose ed accettare la sua candidatura". "Per questo motivo penso che il candidato giusto sia Matteo Iannitti ma - conclude -  se l'assemblea deciderà per Notarbartolo io ne trarrò le dovute conseguenze politiche". Insomma, se si deciderà per Notarbartolo, l'area ex Rifondazione spaccherà i Cento passi e, come prevedibile, non parteciperà alla campagna elettorale, perché il consigliere comunale, quando era nel Pd, ha sostenuto una riforma costituzionale proposta dal suo partito. "E allora sosteniamo Pogliese che era per il 'no'", suggeriscono dall'assemblea, sottolineando come il 'no' oltre che dalla sinistra, sia stato sostenuto anche dalla destra, e da formazioni neo-fasciste come Casapound. 

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Uno scenario desolante chiude poi l'assemblea, tra urla ed insulti, e la consapevolezza della fine di un mondo ormai, forse, esistente solo nella testa di pochi. "Per quanto ci riguarda - spiega infine Iannitti a CataniaToday - non possiamo dare il via ad un ragionamento sulla città a partire dai veti, dobbiamo parlare di politica. Abbiamo lanciato un appello che ha una serie di contenuti, dall' emergenza infiltrazioni mafiose al Comune, al contrasto del peggiore centro-destra, passando al contrasto ad Enzo Bianco, che è il migliore alleato di Pogliese". "Dentro questo quadro noi siamo convinti di costruire una lista unitaria che abbia il perimetro della coalizione dei Cento passi, e pensiamo che vada avviato un confronto sui programmi con chi ci vuole stare. Se notarbartolo si proporrà come candidato - conclude - noi saremmo felicisissimi di avviare un confronto utile per i cittadini catanesi". 

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