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Martedì, 21 Maggio 2024
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Stralcio cartelle e rischio danno erariale, il Consiglio si astiene: seduta rinviata a domani

Si conclude con il rinvio a domani il Consiglio Comunale urgente convocato questo pomeriggio. Sul piatto c'era l'approvazione del diniego allo stralcio parziale previsto dalla legge 197/2022

Si conclude con l'assenza del numero legale e il rinvio a domani il Consiglio Comunale urgente convocato questo pomeriggio. Sul piatto c'era l'approvazione del diniego allo stralcio parziale previsto dalla legge 197/2022. E per Catania il rischio d'imbattersi in un danno erariale.

Riunione del Senato cittadino condizionata, sin dall'inizio, dai problemi di audio con i consiglieri (la maggior parte) collegati in videoconferenza e che si apre con il benvenuto del presidente Anastasi al nuovo Commissario Mattei e con una frecciatina, non tanto velata, all’ex Commissario Portoghese: “Nessuna dichiarazione polemica sebbene le provocazioni non siano mancate da parte sua nei confronti di questo Consiglio". Si passa poi all’ordine del giorno, cioè l’approvazione del diniego allo stralcio parziale previsto dalla legge 197/2022. La legge di bilancio consente di stralciare le cartelle fino a mille euro, dando la possibilità ai comuni di non aderire. Se decidono di non aderire lo devono fare entro il 31 gennaio. Si tratta di una misura a favore dei cittadini che hanno debiti iscritti a ruolo con enti locali. In caso di adesione dell’ente, i debiti fino a mille euro automaticamente vengono stralciati e restano da pagare capitale e spese di notifica.

“La proposta di delibera - spiega Gaetano Oliva, responsabile del settore tributi del Comune - prevede lo stralcio automatico di questi ruoli. Lo stralcio riguarda solo le sanzioni e gli interessi. Tutto questo determinerebbe un minore potenziale introito per dei ruoli che sono riferiti agli anni dal 2000 al 2015. Questi introiti sono per lo stato di dissesto in cui si trova l’Ente di competenza dell’organo straordinario, che con una nota ha rappresentato che potrebbero col venir meno di queste entrate, potrebbero dover essere dovute dall’Ente all’organo straordinario di liquidazione”.

Una questione delicata quella a cui è chiamata ad affrontare il Consiglio, che invoca chiarezza sull’argomento prima di esprimere il voto. Il consigliere Salvo Di Salvo (MpA) chiede quanto ammonterebbero i ruoli di cui si sta discutendo, domanda al quale risponde il presidente della Commissione Bilancio, Santi Bosco che parla di “circa 180 milioni di euro”. “Con o senza l’approvazione il risultato non cambia – tuona Bonaccorsi (M5s). Questa somma dovremmo corrisponderla in ogni caso. Devo prima capire se farò un danno all’Ente o ai cittadini o a entrambi. Se non è stato calcolato il danno economico se questa delibera non dovesse passare, quindi aderiamo a questo stralcio e non si ha contezza di quello che realmente è l’aspetto economico, mi chiedo cosa abbia fatto la ragioneria in quattro anni e mezzo, per la debolezza dei flussi in entrata di questa amministrazione ci ritroviamo a discutere di questa delibera senza dati concreti”.

“Sulle questioni politiche non tocca a me fare chiarezza – risponde Oliva – Nemmeno lo Stato più dire che tipo di perdita comporta questa manovra. Stabilire la cifra oggi non è possibile, non solo per il Comune di Catania: non lo può fare nemmeno un mago”. Alla fine della seduta si va al voto e, complice, l'impossibilità di valutare l’effettivo impatto sulle casse dell’Ente e a fronte dei prevedibili svantaggi per i cittadini, con nove favorevoli e sette astenuti, non si raggiunge il numero legale e la seduta viene rinviata a domani.

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