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Tendopoli per migranti a Vizzini, Fratelli d'Italia e Forza Italia contrari

Gli esponenti territoriali dei meloniani e dei berlusconiani hanno espresso una ferma opposizione alla struttura in allestimento

Continuano le polemiche sul nuovo centro di accoglienza che dovrebbe sorgere a Vizzini a seguito dell'emergenza sbarchi, aggravata dalla "crisi" tunisina. Ad esprimersi con un secco no sono stati gli esponenti territoriali dei partiti di centro destra come Fratelli d'Italia e Forza Italia.

Per i rappresentanti della Meloni ha preso la parola il nutrito coordinamento del calatino che ha espresso "forte preoccupazione per la scellerata scelta del Governo nazionale".

"Tale scelta, ignora le volontà delle comunità interessate, mette a rischio la sicurezza e la salute dei cittadini in epoca covid e non si cura della dignità degli stessi migranti - dicono gli esponenti di FdI - facendo così emergere l'assoluto fallimento delle politiche di gestione e di controllo delle frontiere nazionali. Si appresta così l'ennesima umiliazione per un territorio che a caro prezzo ha già pagato le politiche di sfruttamento dell'immigrazione clandestina da parte dei furbetti di turno sempre pronti a lucrare sulle disgrazie altrui".

Pertanto, gli amministratori di Fratelli d'Italia chiederanno, nei rispettivi comuni, che le amministrazioni comunali si attivino per incontri istituzionali con il prefetto di Catania al fine comprendere le ragioni di questa scelta.

"Rivolgiamo inoltre un forte appello ai sindaci del Calatino - conclude la nota -di qualunque colore politico, affinché possano mobilitarsi tutti insieme e farsi portavoce presso il Governo nazionale del sentimento della maggioranza dei siciliani, che sono contrari ad una tendopoli di questo tipo in piena emergenza Covid19".

Per Forza Italia è intervenuto Antonio Villardita, vice commissario del partito: "Il Calatino è un’area ricca di storia, cultura, bellezze naturali ed artistiche che purtroppo, ad oggi, nessuno  è riuscito a valorizzare appieno, ragion per cui lo stesso territorio di cui si decantano le lodi è ormai anche un territorio particolarmente depresso, sottosviluppato, demograficamente in calo e con una rete infrastrutturale inadeguata. Governi e amministratori attenti capirebbero bene per evitarne il collasso, che questa zona ha necessità di essere rilanciata, valorizzata, arricchita, motivo per cui un vecchio deposito dell’aeronautica dismesso potrebbe diventare un museo o un’area dedita all’innovazione tecnologica o molto altro ancora ma, di certo, non un centro per migranti, quantomeno se si tiene al rilancio di questa area geografica".

"Che senso ha avuto allora eliminare il Cara di mineo appena un anno fa? - aggiunge Villardita -.Forse l’ennesimo slogan da vendere in campagna elettorale? Questa posizione non è da considerarsi in contrasto con le politiche di accoglienza , non è razzista ma soprattutto non è animata da ragioni morali, etiche o umanitarie ma esclusivamente da ragioni di carattere politico/opportunistico. Quale rilancio per il nostro territorio? Quale futuro? Quali speranze per chi decide di rimanere? La politica deve necessariamente farsi sentire, il territorio Calatino ha bisogno di rilancio, e quello che sta avvenendo  non è certo il modo migliore per farlo".

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