Immigrazione, M5S: "Tendopoli Vizzini non sarà nuovo Cara, chiuderà ad ottobre"

L'incontro tra una delegazione di parlamentari siciliani con il ministro dell'Interno Lamorgese sulla delicata questione che ha messo in allarme il catanese

Mentre tra i sindaci del Calatino continua a tenere banco la questione della tendopoli a Vizzini, con forti preoccupazioni per la durata dell'emergenza, arrivano le rassicurazioni del Movimento Cinque Stelle. Una delegazione di parlamentari siciliani, tra cui i catanesi Suriano e Saitta, ha incontrato il ministro degli Interni Luciana Lamorgese.

Al centro dell'incontro la questione immigrazione e accoglienza in Sicilia con focus sulle problematiche riguardanti la redistribuzione dei migranti in tutta Italia, l’affollamento dei migranti nelle strutture dell’agrigentino del ragusano come Pozzallo e particolare riferimento alla tendopoli di Vizzini nel catanese

“Abbiamo parlato con la ministra delle criticità legate all’affollamento dei centri di Lampedusa e Porto Empedocle e abbiamo chiesto di fermare l’allestimento della tendopoli di Vizzini, territori che hanno già pagato un tributo molto alto”, riferiscono i componenti della delegazione ricevuta al Viminale.

“Abbiamo ricevuto dalla ministra ampie rassicurazioni sul fatto che i territori del calatino non saranno sottoposti a pressioni simili a quelle subite nei nove anni dalla presenza del CARA di Mineo, e che la tendopoli di Vizzini, di cui non è possibile fermare la messa in opera, è una struttura residuale che entrerà in funzione solo nel caso in cui dovessero arrivare al limite della capienza le due navi, da 900 posti ciascuna, attualmente attive per garantire la quarantena dei migranti. In ogni caso tale struttura rimarrà aperta fino e non oltre il 15 ottobre, data che rappresenta la fine dell'emergenza, ci ha garantito la ministra”, aggiungono i parlamentari pentastellati.

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“La struttura, inoltre, servirà solo per la quarantena dei migranti. - proseguono -. Alla fine dei 14 giorni i migranti presenti nel territorio siciliano verranno redistribuiti sul territorio nazionale in attesa di essere rimpatriati. Abbiamo infine ricevuto garanzie anche sul fatto che non vi saranno pericoli di ordine pubblico o di carattere sanitario perché, qualora venisse aperta, la struttura sarà costantemente vigilata, dalle forze dell’ordine senza che il mantenimento della sicurezza gravi in alcun modo sul Comune di Vizzini e su quelli limitrofi”.

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