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Caos tessere Amt per i disabili, con nuovi requisiti respinte 2 domande su 3

La denuncia del consigliere Bartolo Curia, presidente della terza commissione. Con i nuovi requisiti richiesti ai disabili sono sorte tante difficoltà per gli utenti che non si sono visti rinnovare la tessera per il trasporto gratuito

disabile

E' diventato un vero e proprio caso quello del rinnovo e del nuovo rilascio delle tessere Amt per i disabili. Tessere che consentono a chi è disabile il trasporto gratuito e che rendono un servizio essenziale alle categorie svantaggiate. Il nostro giornale si era già occupato della situazione allorquando erano stati modificati i parametri per la richiesta della tessera e si chiedeva, inoltre, l'attestazione Inps attestante la disabilità.

Il consigliere Anastasi di Grande Catania aveva proposto l'autocertificazione e un controllo successivo tra Comune e Inps ma pare che i problemi non siano stati risolti. Le richieste infatti vengono fatte, come decentramento vuole, nelle sedi dei municipi e - secondo quanto denuncia il presidente della terza commissione Bartolo Curia - per il 2021 il dirigente del servizio avrebbe chiesto una percentuale di invalidità del 74% e non più del 67% come in passato, con l'allegato della documentazione Inps della legge 104.

Per Curia si tratta di una penalizzazione: "Questo cambiamento dei requisiti innanzitutto è avvenuto senza il necessario passaggio di indirizzo da parte del consiglio comunale, e paradossalmente va a penalizzare gli invalidi di vecchia data che da decenni usufruiscono del beneficio, andando ad intaccare un diritto di cui i medesimi usufruiscono da numerosi anni. A molti di loro, con inabilità al 100% e con gravi patologie, il beneficio è negato perché non hanno chiesto in precedenza l’accertamento dell’handicap, essendo la loro invalidità riconosciuta da epoca anteriore alla legge 104/92".

Da una interrogazione all’AMT Catania Spa è emerso che i 2/3 dei beneficiari ha visto respinta la domanda di rinnovo. Nel 2020 le tessere rilasciate sono state 2.026, mentre nell'anno 2021 sono 745. Inoltre Curia ha appurato che nelle altre Regioni è sufficiente il riconoscimento della invalidità al 67%, come
avvenuto anche a Catania sino al 2020. "Il mutamento dei presupposti, senza la salvaguardia dei diritti acquisiti e di quanti già usufruivano del beneficio, in difetto di normative sopravvenute e del necessario potere di indirizzo del consiglio comunale - dice ancora Curia - appare illegittimo nella forma e nella sostanza, andando a danneggiare una categoria che al contrario necessita dell’attenzione e del sostegno di tutto il consiglio e dell'amministrazione".

Così il consigliere con atto ufficiale ha chiesto che sia il civico consesso ad intervenire "censurando le nuove e più restrittive regole imposte dal funzionario del servizio e, comunque, disponendo la salvaguardia dei diritti di quanti già usufruivano del beneficio in base alla precedente regolamentazione".

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