Trecastagni, il Tar respinge il ricorso contro lo scioglimento

Per il tribunale amministrativo vi è "carenza di interesse da parte dei ricorrenti" visto che la giunta Barbagallo aveva cessato il mandato al momento della presentazione dell'atto

Dopo aver passato indenne, con alcuni componenti della giunta e del consiglio comunale, la procedura di incandidabilità l'ex primo cittadino del comune di Trecastagni - sciolto per infiltrazioni mafiose nel maggio del 2018 - sperava di poter ribaltare la decisione presa dal consiglio dei ministri.

Però il Tar del Lazio ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'amministrazione comunale poiché, al momento della sua presentazione, il mandato elettorale era già scaduto quindi non potrebbero essere reintegrati.

Quindi vi è una "carenza di interesse da parte dei ricorrenti". Un tentativo che, comunque, l'ex giunta ha fatto ugualmente. In ogni caso Barbagallo e la sua amministrazione rivendicano il fatto che non vi siano responsabilità dirette nello scioglimento del comune e nessun provvedimento sanzionatorio nei loro confronti è stato emanato.

A guidare, sino alle prossime elezioni che dovrebbero tenersi il prossimo anno, il Comune sarà ancora la triade commissariale.

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