Università, i casi sollevati dalla deputata Suriano (M5S) approdano in Parlamento

Il sottosegretario del Ministero competente ha risposto a due distinte interrogazioni: l'eventuale incompatibilità del direttore generale La Via e le presunte irregolarità durante i test di ammissione a Medicina

Quest’oggi alla Camera il sottosegretario del Ministero dell’Università e Ricerca Giuseppe De Cristofaro ha risposto a due distinte interrogazioni presentate dalla deputata etnea del Movimento Cinque Stelle Simona Suriano sulla eventuale incompatibilità del direttore generale La Via su presunte irregolarità durante lo svolgimento dei test di ammissione alla facoltà di Medicina. “Il fatto che in Parlamento si discuta dell'Università di Catania è un segnale positivo. Ciò testimonia la grande attenzione, della politica e del governo, prestata nei confronti di un ateneo che ha secoli e secoli di storia alle spalle, che prodotto accademici di prim’ordine, che ha una grande e appassionata comunità accademica da tutelare e migliaia di studenti a cui offrire formazione d'eccellenza e servizi. Per queste ragioni avevo chiesto delucidazioni al Miur: dopo l'inchiesta Università Bandita sui concorsi truccati che ha coinvolto ex rettori, ex sindaci ed ex assessori serviva un reset”. “Ho chiesto - prosegue la deputata - così delucidazioni sulla eventuale incompatibilità del nuovo direttore Giovanni La Via e sulle presunte irregolarità nello svolgimento dei test di ammissione alla facoltà di Medicina segnalate dalla stampa. Il sottosegretario De Cristofaro ha affermato che – pur nel rispetto dell’autonomia di ogni ateneo – vigilerà così come ha detto anche l’ateneo, condividendo sul fatto che i processi di selezioni debbano essere rigorosi e trasparenti”. “Sono convinta che l’ateneo debba dare chiari segnali di rottura con il passato. La scelta di La Via, già assessore della giunta Cuffaro e già eurodeputato di lungo corso legato a una certa parte politica, non è apparsa una scelta coraggiosa. Dobbiamo lavorare tutti affinché la storia dell’Università di Catania e il suo buon nome vengano tutelati con processi eticamente e moralmente ineccepibili affinché ciò che è accaduto non avvenga di nuovo. Sono certa che il nuovo corso dell’ateneo riuscirà a seguire questa linea: lo dobbiamo alla città, alla comunità accademica, agli studenti”.

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