Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

I "nodi" dell'urbanistica a Catania: dagli ospedali dismessi alle incompiute

Il nostro giornale affronterà, attraverso un ciclo di interviste, problemi e prospettive dello sviluppo urbano. Nei prossimi mesi la politica dovrà compiere scelte cruciali come quelle sul riutilizzo degli ospedali chiusi

Urbanistica, cemento e futuro della città. Catania, ancora una volta, si trova dinanzi a un bivio e ha l'occasione di mutare il suo volto attraverso interventi urbanistici di ampio respiro. La pandemia, le tante emergenze del momento hanno, in un certo qual modo, "isolato" dal dibattito dei cittadini la questione del riutilizzo e della nuova destinazione delle tante strutture ospedaliere dismesse. Una questione di non poco conto: cosa succederà a tutti gli ospedali ormai chiusi e che si trovano, prevalentemente, nel cuore della città?

Catania Today ha deciso di andare a fondo e di dare voce a chi ha l'onore e l'onere delle scelte: la politica cittadina. Quest'ultima con l'amministrazione Pogliese - supportata dalla Regione - ha scelto di dare una matrice chiara alle strutture come il Vittorio Emanuele e il Santa Marta. Mentre molte forze politiche e sindacali avevano chiesto la riapertura dei vecchi nosocomi il sindaco Pogliese, con il governatore Musumeci, hanno perseguito idee differenti. Nello specifico il Vittorio Emanuele sarà dedicato in parte all'università e diverrà un campus che ospiterà gli studenti, mentre un'altra area della vasta e storica struttura diverrà un museo dell'Etna. Mentre per il Santa Marta, dopo l'abbattimento della parte esterna figlia di un modernismo cieco, si profila una destinazione esclusivamente culturale.

Nel corso di un incontro organizzato dal Comune e aperto al confronto con comitati e associazioni il presidente Musumeci è stato chiaro sul futuro delle strutture come il Tomaselli, il Santo Bambino e il Ferrarotto: "La riqualificazione delle strutture dismesse si può eseguire dove è possibile; ove non è possibile si deve riconvertire. A Messina l'ex ospedale Regina Margherita sta diventando una cittadella della Cultura con un investimento di 27 miliardi. A Catania c'è poco da riqualificare e, dopo aver restituito ai cittadini il San Marco che rischiava di restare una incompiuta, adesso dobbiamo riconvertire".

"A Catania da 70 anni - ha aggiunto Musumeci - non si muove nulla per via della cultura di un finto confronto che ha frenato la rigenerazione urbana. Il confronto deve avere un inizio e una fine. Penso alle Ciminiere: un esempio di archeologia industriale che ha rappresentato una operazione di recupero ottenendo un luogo di incontro e di cultura".

Sono tanti i "dossier" urbanistici aperti: oltre gli ospedali dismessi vi è la sempiterna questione di Corso dei Martiri, il nuovo Palazzo di Giustizia, la Casa del Mutilato, il nuovo centro direzionale della Regione, i parcheggi, il completamento delle linee metro, il catasto dei soprassuoli e quell'area "delle polemiche" di Cibali, la cittadella della polizia a Librino. Ne parleremo a partire dalla giornata odierna, 22 febbraio, con l'assessore all'Urbanistica Enrico Trantino alle ore 15 sulla nostra pagina in una diretta Facebook. Il giorno seguente, sempre alle 15, sarà nostro ospite il presidente della commissione consiliare urbanistica Manfredi Zammataro, mentre mercoledì 24 intervisteremo il consigliere del M5S Graziano Bonaccorsi e giovedì 25 il capogruppo di Grande Catania Sebastiano Anastasi.

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