Zafferana, si dimettono nove consiglieri e decade il Consiglio comunale

Una mossa prevedibile, dopo i mal di pancia della maggioranza per il reintegro del presidente del Consiglio sfiduciato Tuti Sapuppo, che lascia il cerino in mano alla giunta e al sindaco Alfio Vincenzo Russo.

Una vera e propria bufera politica si è abbattuta ieri sul Comune etneo di Zafferana. Dopo mesi turbolenti di veleni interni al Palazzo si sono dimessi ieri i nove consiglieri del gruppo di maggioranza Zafferana in Comune facendo decadere in tal modo l'intero Consiglio comunale. Una mossa prevedibile, dopo i mal di pancia della maggioranza per il reintegro del presidente del Consiglio sfiduciato Tuti Sapuppo, che lascia il cerino in mano alla giunta e al sindaco Alfio Vincenzo Russo. Sono loro, rimasti in carica, a dover infatti risolvere il nodo tutto politico nato da quello che il gruppo di maggioranza ritiene "il mancato rispetto degli accordi prelettorali". 

La vicenda del presidente Sapuppo

La decisione, unanime, è infatti legata ad un un patto del 2014 in cui si era stabilito che i primi due anni e mezzo di mandato li avrebbe ricoperti Sapuppo mentre i restanti il professore Ignazio Coco, del gruppo di maggioranza. Concordato che non sarebbe stato rispetto, motivo per il quale, a luglio del 2017,  il Consiglio ha sfiduciato Sapuppo ed ha eletto a maggioranza Ignazio Coco. Scelta che non è andata giù al primo presidente che ha fatto ricorso ai giudici amministrativi del Tar che hanno ragione a quest'ultimo reintegrandolo a Settembre. Per questo motivo, dopo due mesi di riflessione, il gruppo ha ritenuto irrevocabile il passo indietro. 

La lettera dei consiglieri del gruppo Zafferana in Comune

"Carissimi concittadini,

con grande rammarico, ma nella precipua consapevolezza di agire in ossequio ai principi dell’etica e della morale oltre che nel rispetto del mandato ricevuto, i sottoscritti consiglieri comunali, nonché componenti del gruppo consiliare “Zafferana in Comune”, hanno ritenuto di dover rassegnare le dimissioni irrevocabili dalla carica ricoperta in seno al civico consesso.

La drastica decisione di cui sopra è maturata in seguito alle note vicende politiche che, in questi mesi, hanno tristemente interessato la presidenza del consiglio comunale, a tutt’oggi ricoperta - malgrado l’approvazione di una mozione di revoca votata a larghissima maggioranza - dal Rag. Salvatore Sapuppo.

Come ormai risaputo, questa compagine, nel meritevole intento di garantire una rotazione nell’assunzione delle principali cariche istituzionali, fin dall’inizio del mandato aveva unanimemente stabilito un avvicendamento nella carica della presidenza del civico consesso, individuando nel Prof. Ignazio Coco, già referente del gruppo consiliare Zafferana in Comune oltre che professionista stimato e benvoluto, la persona che avrebbe dovuto succedere al Sapuppo.

La prevista rotazione, lungi dal dipendere da mere ragioni economiche derivanti dalla percezione dell’indennità stabilita dalla legge, era stata, piuttosto, motivata dalla ritenuta opportunità di concedere il giusto riconoscimento a chi, pur dotato della necessaria competenza, professionalità ed esperienza, non avesse ancora ricoperto ruoli istituzionali.

A causa dell’ostinata presa di posizione inizialmente assunta dal rag. Salvatore Sapuppo ed al solo scopo di evitare l’insorgere di contrapposizioni per mere questioni inerenti la ripartizione degli incarichi, fu stabilito di votare inizialmente il Sapuppo - malgrado lo stesso avesse già ricoperto la suddetta carica per ben due mandati, l’ultimo dei quali proprio dal 2009 al 2014! - salvo poi procedere, a metà mandato, al dovuto avvicendamento con il prof. Coco.

I componenti del gruppo erano ben consapevoli, sin dall’inizio, come tale patto, quanto mai valido sul piano etico e morale, non avesse, tuttavia, valenza alcuna sul piano giuridico, atteso che - nell’ipotesi di sua inosservanza - non si sarebbe potuto disporre di alcuno strumento atto a esigerne l’adempimento.

Pur tuttavia, confidandosi nei principi di onestà, rispetto e correttezza di ciascuno, si è dato seguito all’accordo sopra descritto, certi che lo stesso sarebbe stato puntualmente rispettato, procedendosi, quindi, all’elezione del rag. Salvatore Sapuppo alla carica di presidente del civico consesso.

Nel corso dei primi due anni e mezzo del mandato, giova sottolinearlo, né il Sapuppo né alcuno degli altri esponenti del gruppo consiliare “Zafferana in Comune” ha inteso manifestare malumori, insoddisfazioni od insofferenze di sorta, sposando appieno il progetto votato a larghissima maggioranza dagli elettori ed assicurando, ciascuno secondo i propri ruoli, il proprio contributo e sostegno.

Tuttavia, una volta maturato il periodo concordato per il sopra descritto avvicendamento, i sottoscritti consiglieri comunali del gruppo “Zafferana in Comune”, con grande stupore, incredulità e sbalordimento, hanno dovuto prendere atto dell’intento, sempre più chiaro e manifesto, del Sapuppo, il quale, adducendo motivazioni quanto mai risibili, rinviava di settimana in settimana la presentazione delle proprie dimissioni dalla carica.

Stanchi dei continui rinvii ed ormai coscienti della volontà del Presidente del Consiglio Comunale di non rinunciare all’ambita poltrona, ben nove consiglieri comunali - disgustati dall’atteggiamento irrispettoso ed ostruzionistico mostrato proprio dalla persona cui era stata accordata la massima fiducia e che avrebbe dovuto rappresentare l’intero organo consiliare nel corso del mandato - si sono visti costretti a presentare una mozione di revoca nei suoi confronti, in modo da esternare formalmente il venir meno del rapporto fiduciario e rendere, altresì, edotta la comunità zafferanese della gravità della situazione venutasi a creare in seno al civico consesso.

Malgrado la chiara ed inequivoca presa di posizione assunta dalla maggioranza qualificata dei consiglieri comunali, il Sapuppo, saldamente aggrappato alla sua poltrona, in barba alla deliberata revoca della fiducia da parte della quasi totalità di coloro che lo avevano eletto, si è spinto, financo, ad adire il Tribunale Amministrativo Regionale, forte della formale illegittimità della votata deliberazione consiliare.

Come se, per ricoprire un incarico istituzionale così rappresentativo oltre che intriso di principi, doti e valori, sia sufficiente la sentenza di un giudice, mentre non assuma rilievo alcuno la perdurante fiducia e la reciproca stima dei componenti l’organo consiliare, la cui larghissima maggioranza, come già detto, non si sente più degnamente rappresentata da chi, pur di continuare a percepire la lauta indennità inerente la carica, ha tradito la loro fiducia, preferendo pensare ai propri interessi.

All’indomani della mozione di revoca, altri tre consiglieri comunali, inspiegabilmente contrari alla deliberata sfiducia, hanno deciso di seguire le “gesta” del Sapuppo, erigendolo a “modello di correttezza, onestà politica ed intellettuale” da emulare, assai verosimilmente animati da interessi personali in previsione delle ormai prossime elezioni comunali. È nato, così, un nuovo gruppo consiliare dal nome, tutto da interpretare, “Zafferana che vogliAmo”.

Questa è la tanto triste quanto inconfutabile realtà dei fatti, fino al giorno d’oggi.

Di certo non potrà sfuggirVi come questo modo di fare politica, fondato su intollerabili protagonismi ed aspirazioni personali dei singoli anziché sul superiore interesse dei cittadini, stia progressivamente allontanando dalla politica i cittadini, i quali, stanchi ed esasperati da certi aulici “esempi”, si disinteressano, giorno dopo giorno, dell’attività amministrativa, il tutto a scapito della demagogia e dei populismi, con conseguenze a dir poco drammatiche per il futuro delle nuove generazioni.

Cari concittadini, non è questa la “Zafferana che vogliamo”, quella improntata sul venir meno della parola data, sul tradimento di un patto in nome di tornaconti personali, sul mantenimento a tutti i costi delle poltrone e dei relativi privilegi.

Né appare più possibile tollerare tale assurda ed inammissibile situazione, tanto imbarazzante quanto sgradevole agli occhi del cittadino che pretende, come giusto che sia, che la politica possa costituire un esempio di virtù, correttezza ed integrità morale.

Pertanto, in pace con la nostra coscienza, in piena libertà e senza condizionamenti di sorta, abbiamo preferito rinunciare alla carica sino ad oggi ricoperta, staccando la spina ad un consiglio comunale il cui presidente, a causa della sua penosa ed ingiustificabile condotta, non ci rappresenta in alcun modo né, a nostro modesto parere, è più in grado di rappresentare quel patto assunto, tre anni or sono, con gli elettori.

Certi di aver compiuto la decisione più giusta per il bene di questa Comunità, in qualità di componenti del gruppo consiliare “Zafferana in Comune”, seguiteremo, comunque, a farci portavoce delle Vostre istanze ed a cooperare, seppur in altra veste e con diversi ruoli, con il Sindaco e l’Amministrazione Comunale per il completamento del programma politico - amministrativo da Voi scelto, sempre insieme per un futuro migliore".

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