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Costruzione nella timpa di Leucatia, Zammataro (Db): "Stiamo ricostruendo l'iter"

Il presidente della commissione Urbanistica illustra il lavoro in atto sul "caso" del fabbricato all'interno di un'area con vincoli storici e paesaggistici. Gli incartamenti erano stati posti sotto sequestro dalla procura e si attende il loro dissequestro per poterli analizzare

Continua a tenere banco il "caso" dell'edificazione all'interno della Timpa di Leucatia, l'area sottoposta a vincoli storici e archeologici. Dopo le denunce di diverse associazioni e del consigliere del Movimento Cinque Stelle Graziano Bonaccorsi sono state diverse le commissioni consiliari ad occuparsi della vicenda. Prima la commissione Cultura e poi la commissione Urbanistica hanno affrontato l'intricata situazione. Di sicuro c'è soltanto che queste carte che avrebbero autorizzato i lavori sono sotto sequestro poiché ci fu un procedimento penale in passato e il Comune ne ha chiesto il dissequestro per poter "studiare" il caso. Il consigliere Manfredi Zammataro di Diventerà Bellissima fa, con il nostro giornale, il punto sulla vicenda.

- Consigliere lei presiede la commissione Urbanistica che si è occupata della vicenda e ha audito sia il dirigente all'Urbanistica sia il comandante dei vigili urbani. Che riscontri vi sono stati?

"Ho voluto che ci fossero entrambi i dirigenti per poter ricostruire la vicenda. Si stanno attendendo, così come ha detto il dirigente Bisignani, le carte per poter aver un riscontro documentale dell'iter autorizzativo. L'idea poi è quella di procedere con le audizioni degli altri enti interessati, parlo della Soprintendenza per il parere paesaggistico e archeologico, e del Genio Civile. La commissione vuole quindi vagliare tutta la documentazione per ricostruire tutti i passaggi: la Timpa è una zona di alto pregio e che deve essere valorizzata sotto il profilo storico e naturalistico. E questo penso sia un sentire comune: basti vedere le tante segnalazioni dei cittadini in merito alla vicenda e quindi lavoreremo nella direzione di tutela del paesaggio.Siamo tutti concordi nella volontà di tutelare una zona di alto pregio. Occorrerà quindi ricostruire cronologicamente un percorso in un lasso di tempo ampio e poter fornire le dovute risposte alle tante, e positive, sollecitazioni della città".

- Parliamo di un'altra zona interessata da un lato a un importante investimento e dall'altro lato da sacche di degrado: viale Africa. Qual è l'idea complessiva?

"Sul viale Africa c'è una zona che fu oggetto di un vasto incendio, dove vi era l'ex fabbrica di zolfo e altre strutture industriali. Incendio dovuto purtroppo all'abbandono e al degrado che partiva dall'ex Palazzo delle Poste sino a quel sito. Adesso con il progetto della Cittadella Giudiziaria è partita la riqualificazione dell'area: l'ex Palazzo delle Poste è stato abbattuto e sorgerà una nuova struttura. E' chiaro che si deve pensare ad un progetto complessivo per tutta la zona circostante per rivalutarla e lavoreremo in questa direzione. Progetto che non si deve fermare a viale Africa ma deve abbracciare l'intera città, come quello in atto sul welfare culturale..."

- Parla degli ospedali dismessi? A che punto siamo?

"Il confronto voluto da amministrazione e Regione va nella direzione della condivisione. C'è un patrimonio pubblico che va riqualificato e valorizzato e lo stiamo facendo con un bel laboratorio di idee che punta alla partecipazione collettiva. In commissione Urbanistica riprenderemo questo lavoro con una serie di audizioni delle parti sociali per capire come programmare gli interventi in un'ottica di insieme".

- Piano regolatore: si tratta di una scommessa dell'amministrazione. In questo caso come si sta procedendo? Quale lo stato dell'arte dopo l'approvazione delle direttive generali?

"Come sappiamo è intervenuta una modifica della legge sull'urbanistica e ciò ha inciso sul lavoro in atto da parte del Comune. Alcuni aspetti sono stati rimodulati ma si è andati avanti, nonostante il personale tecnico ridotto all'osso e con problematiche finanziarie non indifferenti. L'amministrazione e il consiglio non vogliono perdere tempo, anche perché le direttive generali hanno dato la "guida" di quello che dovrà essere il futuro della città e quindi lo schema di massima che valuteremo sarà su quella base".

- Lei era intervenuto su due zone in particolare di Catania chiedendo interventi: San Berillo e piazza Lupo. Qualcosa si è mosso sul versante sicurezza e decoro: è sufficiente?

"Dopo varie segnalazioni qualcosa si è mosso. Mi riferisco alla baracca di fortuna in piazza Lupo che è stata rimossa e che occupava alcuni stalli blu. Stava lì da troppo tempo con il paradosso che se un cittadino lascia il mezzo senza tagliando nella zona blu viene, giustamente, multato mentre in piazza Lupo c'erano situazioni di occupazioni abusive da tempo. Però per piazza Lupo occorre ben altro: con l'assessore Trantino abbiamo parlato di una riqualificazione dell'intera zona. Una zona che si trova a due passi da piazza Teatro Massimo, dal salotto della città. Su San Berillo l'incremento della videosorveglianza è un ottimo segnale, io avevo presentato un ordine del giorno sul degrado del quartiere e di Corso Sicilia dicendo che non bastano solo più telecamere ma serve rigenerare il tessuto urbano. A questo proposito risposte potrebbero derivare dalla delibera del Centro Storico perché si vuole andare verso una riqualificazione dell'esistente, cercando di superare le lentezze e i lacciuoli burocratici che spesso frenano gli investimenti".

- Lei è un esponente del partito del presidente della Regione e fa politica, da sempre, con Ruggero Razza. Cosa pensa della vicenda giudiziaria accaduta a quest'ultimo e delle voci sul presidente Musumeci che metterebbero in dubbio il suo operato e una eventuale ricandidatura?

"Partiamo dal governo Musumeci. Facciamo l'esempio con Catania: mai prima di ora la nostra città è stata al centro dell'agenda politica della Regione. Basti pensare all'edilizia sanitaria: l'apertura del San Marco che prima era una cattedrale nel deserto, il pronto soccorso del Policlinico, il nuovo pronto soccorso del Garibaldi Centro. Passiamo poi alla Cittadella della Giustizia che sta divenendo realtà, all'apertura della stazione di Fontanarossa, ai parcheggi scambiatori, ai fondi destinati alla città nella prima fase della pandemia in aggiunta a quelli del governo nazionale. Sono solo, alcuni, passi concreti fatti dal governo Musumeci e i cittadini sanno il lavoro che è stato svolto. Su Ruggero non posso che rispettare il ruolo della magistratura ma conosco, come tanti, l'impegno, la dedizione che ha messo nel suo ruolo nel momento più difficile e drammatico per la Sicilia. Ha lavorato per far divenire la sanità un modello virtuoso. La vicenda si chiarirà nel migliore dei modi e voglio sottolineare che Ruggero Razza si è dimesso non davanti a una condanna ma dinanzi a una indagine, un gesto non usuale e che intende dimostrare la volontà di far chiarezza e di evitare polemiche per le istituzioni".

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