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Consenso alla donazine degli organi, Catania è in coda alla classifica

Catania è tra le città in cui si registra una delle percentuali più basse di donatori secondo l'Indice del Dono 2020

Secondo l'Indice del Dono 2020, il rapporto del Centro nazionale sui trapianti che fotografa i dati delle dichiarazioni di volontà sulla donazione registrate negli ultimi dodici mesi nei Comuni italiani al momento del rinnovo della carta d'identità, Catania è tra le città in cui si registra una delle percentuali più basse di donatori. Se in cima alla classifica ci sono Sassari (60,03%), Livorno (59,02%) con il podio poi completato da Trento (58,50%), in fondo figurano Palermo (43,89%), Napoli (42,54%), Reggio Calabria (41,43%) e Catania (40,36%). Chiude Foggia con una percentuale del 38,92%. Tra i comuni medio-grandi (30-100mila abitanti), medio-piccoli (5-30mila abitanti) e piccoli (meno di 5mila abitanti) il primato è stato rispettivamente conquistato da Merano (provinciale di Bolzano, 64,01% di consenso), Primiero San Martino di Castrozza (provincia di Trento, 71,98%) e Ustica (provincia di Palermo, 80,55%).

Indice del Dono 2020, i dati aggregati per regione

Dai dati dell'indice, realizzato tenendo conto di una serie di parametri tra cui la percentuale di consenso alla donazione e il numero di dichiarazioni registrate rispetto alle carte d'identità emesse, emerge una forte differenza tra Nord e Sud, come confermano i risultati aggregati per regione: Provincia autonoma di Trento (59,39%), Valle d'Aosta (59,32%), Sardegna (57,73%), Veneto (54,63%), Friuli in testa (54,42%) e Toscana (53,51%) in testa, mentre in coda, alle spalle di Basilicata (46,13%), Calabria (45,31%) e Campania (44,98%), c'è la Sicilia (44.92%). La media nazionale del consenso alla donazione degli organi si attesta al 52,86%.

Donazione degli organi, aumentano le opposizioni

Nel 2020 i Comuni hanno registrato complessivamente 1.730.904 dichiarazioni di volontà, un dato in calo del 32% rispetto al 2019 sul quale ha influito il lockdown della scorsa primavera, che ha determinato un forte rallentamento delle attività nelle amministrazioni locali nel rilascio delle carte d'identità e, di riflesso, delle volontà registrate. Più del 50% dei maggiorenni che rinnovano la carta d'identità si esprime sulla donazione, ma cresce il tasso di opposizione: più di 3 cittadini su 10 si dichiarano infatti contrari (34% i "no" censiti nel 2020 contro i 32.8% dell'anno precedente).

"L'aumento delle opposizioni alla donazione potrebbe essere insostenibile a lungo termine - commenta Massimo Cardillo, direttore del CNT -. Abbiamo bisogno di scendere sotto questa soglia perché troppi potenziali donatori escono dal processo a causa di un "no" espresso in vita. Per questo, rinnovo l'appello ai cittadini ad avere maggiore fiducia nel nostro sistema, uno dei migliori in Europa, consentendoci di salvare la vita a migliaia di pazienti in attesa di un trapianto".

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