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Innovativo intervento al San Marco: usata tecnologica 3D per la ricostruzione del volto

Il volto destro di S., 33 anni, si era consolidato in modo deforme dopo una brutta frattura in seguito ad un brutto incidente stradale. Molto utile è stato simulare l’intervento su un modello stampato in 3D che riproduceva fedelmente l’anatomia alterata

Uno straordinario intervento che ha restituito volto e serenità a un giovane uomo di 33 anni. E' stato eseguito al San Marco di Catania  dall’equipe della Chirurgia Maxillo Facciale diretta dal professore Alberto Bianchi, che per affrontare una situazione altrimenti troppo complessa ha applicato una tecnica chirurgica innovativa sviluppata con un’azienda siciliana specialista nel settore delle progettazioni Custom-made.

Il paziente aveva una deformità al volto destro dovuta a una brutta frattura in seguito ad un incidente stradale: a 27 anni ha perso la vista per un trauma e l’osso si è riparato in modo anomalo, creando una alterazione della euritmia facciale, fino a essere ruotato e ribassato rispetto al normale. La deformità del volto quindi per il giovane era diventato un grave handicap estetico difficile da accettare nel relazionarsi con il prossimo.

“Di fronte a una compromissione così grave del volto, che si era deformato su più piani, era impossibile eseguire in modo tradizionale l’intervento di osteotomia, che attraverso l’asportazione di un cuneo d'osso lo riporta alla posizione normale", spiega il professore Bianchi

“L’intervento è stato realizzato grazie a una pianificazione preoperatoria ‘computer assisted’, che ci ha permesso di definire le linee di taglio da seguire per correggere su diversi piani l'osso deformato. Dopo una simulazione virtuale della tecnica sono state realizzate placche e guide di taglio ad hoc, da utilizzare in sala operatoria, pezzi unici stampati in 3D senza i quali non sarebbe stato possibile operare", ha proseguito il professore.

Il primo passo compiuto è stata la esecuzione della tac del cranio deformato, successivamente è stato eseguito un “mirroring” del lato sano per progettare il percorso chirurgico con il supporto di un modello informatico: una successione di piccole asportazioni di tessuto dall’osso, calcolate per arrivare alla possibilità di ruotare i segmenti ossei dello zigomo e del mascellare per ripristinare l’anatomia normale dell’emivolto di destra.

“Con lo stesso modello di calcolo avanzato abbiamo progettato specifiche ‘guide’ di taglio - continua Bianchi - che sono state indispensabili in sala operatoria: applicandole sull’osso, hanno consentito di eseguire incisioni perfette su più piani benché molto piccole. Molto utile è stato anche simulare l’intervento su un modello stampato in 3D che riproduceva fedelmente l’anatomia alterata del Massiccio Facciale, passaggio intermedio tra la pianificazione virtuale e la sala operatoria. A tre mesi dall’intervento, il volto del paziente. è tornato ad avere una simmetria, riportandolo dopo quasi 4 anni a una vita del tutto autonoma e normale".

"Questo intervento . conclude Bianchi - rappresenta perfettamente il ruolo dell’azienda: trovare soluzioni nei casi più difficili. E’ possibile grazie alla ricerca, nostro elemento distintivo, visto che siamo un’azienda universitaria, un ospedale di ricerca e rappresentiamo uno dei punti di riferimento per le malattie testa-collo in Sicilia, oltre a essere un centro scientificamente riconosciuto a livello internazionale".

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