Sant'Agata, i luoghi del culto: San Giovanni Galermo

La "casa Bertuccia" e la grotta di San Giovanni: i siti dove i confini tra leggenda, tradizione popolare e credo religioso sono tanto sfumati quanto affascinanti

San Giovanni Galermo è uno dei luoghi legati al culto agatino in cui i confini tra leggenda, tradizione popolare e credo religioso sono tanto sfumati quanto affascinanti. Il centro urbano che fa parte della IV municipalità della città di Catania, e che conta circa 18mila abitanti, è ritenuto il luogo di nascita della “Santuzza”: una credenza che fu per diverso tempo al centro di un dibattito sulla effettiva provenienza di Sant'Agata. Qualcuno arrivò a ipotizzare che fosse Palermo la città di origine della martire catanese. Un equivoco che sarebbe scaturito – secondo gli studiosi - da un errore di trascrizione in greco di entrambi i toponimi (le consonanti “P” di Palermo e “G” di Galermo), nei caratteri ancora più vicini rispetto a quelli latini.

Il luogo di nascita

“Fonte imprescindibile per ricostruire la storia di Agata è il suo martirio – ha spiegato a CataniaToday Mauro Rapisarda, ingegnere e studioso delle tradizioni religiose legate aai luoghi del culto - tramite gli atti del processo, contenuti nelle redazioni latine e greche, è possibile infatti risalire al presunto luogo di nascita e di cattura della “Santuzza” da parte dei soldati di Quinziano. Agata, nobile e cristiana, apparteneva ad una ricca famiglia proprietaria di case e terreni. La famiglia possedeva proprio a San Giovanni di Galermo, antico casale alle pendici dell’Etna, una seconda abitazione chiamata “casa Bertuccia”, sita nell’attuale via Immacolata. Secondo la tradizione in questa tenuta, casa della nonna della martire e residenza estiva della famiglia, sarebbe nata la Santuzza. In epoca romana, infatti, tra i nobili era diffusa l’usanza di partorire nelle case di campagna per non disturbare gli affari degli uomini e per dare più spazio ai nuovi nascituri”. Dell’antica e originaria abitazione, presunto luogo di nascita di Agata, oggi rimane solo un altarino votivo e una casa messa in vendita.

via immacolata-2

La grotta di San Giovanni

Anche riguardo l’arresto di Agata a Galermo, si affiancano due leggende – spiega ancora Rapisarda - la prima vede la giovane martire catturata nella Grotta di san Giovanni (a rutta di san giuvanni); la seconda invece sposta l’arresto nella cosiddetta “Cisterna dei Manganelli” (sita nell’attuale via Girolamo Gravina all’interno di un’abitazione privata), dove il 15 Marzo 1669 si fermò la lava per intercessione della sacra reliquia del velo della Santa”. “Il luogo a seguito di un'ordinanza di inagibilità emessa dal sindaco di allora è stato parzialmente precluso – ha spiegato il presidente della IV Municipalità Erio Buceti – noi ci siamo impegnati per rendere fruibile almeno l'area di accesso, visto che si tratta di un sito di interesse storico e non solo religioso”.

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Una testimonianza del legame tra la comunità religiosa locale e la “Santa” arriva dai componenti della confraternita di San Giovanni Batttista: “Ogni anno partecipiamo all'offerta della cera il 3 febbraio – ha raccontato Salvatore Di Bella del direttivo della Confraternita – è una tradizione la cui memoria si perde nel tempo, visto che nel nostro statuto è indicato come anno di fondazione il 1580 proprio quando i Cavalieri di Malta vennero a diffondere il culto del Battista”.

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