Scuola

Covid e rientro a scuola, Lagalla: coniugare diritto allo studio e tutela della salute

E' quanto dichiara Roberto Lagalla, dopo il duello a distanza con l'ufficio scolastico regionale che aveva invitato i presidi degli istituti superiori della Sicilia ad attenersi alle norme stabilite da Roma per la didattica in presenza

La circolare diramata il 23 aprile dall'assessorato all'Istruzione della Regione Siciliana, che disciplinava il rientro in aula a partire da oggi, "non contravviene in alcun modo alle disposizioni in materia di percentuali di studenti da ammettere in presenza alle scuole superiori". Lo precisa una nota a firma dell'assessore al ramo, Roberto Lagalla, dopo il duello a distanza con l'ufficio scolastico regionale che aveva invitato i presidi degli istituti superiori della Sicilia ad attenersi alle norme stabilite da Roma per la didattica in presenza. Lagalla critica il direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Stefano Suraniti, parlando di "puntiglioso approccio burocratico" da parte del vertice dell'Usr.

"Premesso che, in nessun caso, può essere presa in considerazione una partecipazione inferiore al 50%, la nota assessoriale - spiega la Regione Siciliana - tiene conto esclusivamente di eventuali ed oggettive situazioni di forza maggiore che ostino al raggiungimento della prevista percentuale minima del 70%, con possibili negative ripercussioni sulla diffusione del contagio e sul rispetto delle linee-guida imposte dai protocolli di sicurezza sanitaria".

Lagalla, poi, precisa ulteriormente: "Il documento regionale, richiamandosi anche a quanto sta accadendo in altre regioni italiane, si pone come atto di sensibilita' e di virtuoso accompagnamento della scuola siciliana al graduale conseguimento degli obiettivi fissati a livello nazionale, avendo riguardo alle effettive complessità organizzative rappresentate da non pochi dirigenti scolastici ed alle perplessita' manifestate da tanti studenti e dalle loro famiglie. Nessuno più del governo Musumeci è attento al valore della didattica in presenza, ma occorre sapere coniugare, con accortezza e saggezza, diritto allo studio e tutela della salute - prosegue l'assessore regionale all'Istruzione -. Pari sensibilità non sembra dimostrare il direttore dell'Usr, il quale probabilmente ritiene di affrontare, in solitudine, le insidiose variabilità dell'emergenza con mero e puntiglioso approccio burocratico. Verosimilmente, questa occasione è utile per richiamare tutti all'esercizio della leale collaborazione istituzionale che, al di là di singoli e discutibili comportamenti, è più che mai presente e condivisa nei consolidati rapporti tra governo regionale e governo nazionale".

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