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Scuola, Pagliarisi (Cisl): "Ripartenza nel segno dell'incertezza"

Per il sindacalista catanese della Cisl-Scuola, si naviga a vista, senza prospettive a breve o a medio termine

Ritorno fra i banchi di scuola... forse che sì, forse che no. Uno scenario incerto. Il nuovo Anno scolastico 2020/21, con la campanella del primo giorno di lezioni che dovrebbe suonare la mattina del 14 settembre... forse slitterà ulteriormente; o meglio la Scuola potrebbe ripartire in presenza, per poi proseguire l'anno, con la controversa “didattica a distanza”. Scenari post-bellici: l'ANP, associazione nazionale dei Dirigenti scolastici, chiede la revisione delle responsabilità penali dei prèsidi; così come si va probabilmente verso una "quarantena selettiva" per alunni e professori contagiati e una chiusura degli Istituti scolastici, come misura estrema. “Dopo lunghe discussioni - illustra il segretario generale della Cisl Scuola catanese, Ferdinando Pagliarisi -, tante argomentazioni e piani di ripartenza, tutto è rimasto pressoché invariato. I banchi monoposto non arriveranno in tempo; lo avevamo già detto!”.

- Segretario, si legge sulla stampa, che basterebbe un alunno positivo al Covid e scatta la quarantena per i compagni di classe, per professori ecc. Un solo caso, e la scuola interessata, chiuderà?

“La montagna ha partorito... il topolino! Dal Ministero, il cosiddetto 'cruscotto' delle meraviglie, panacea di tutti i mali, con il relativo distanziamento degli alunni... non è mai pervenuto! L'aumento di organico dei docenti e del personale ATA, nemmeno, perché si discute ancora...”. “Nel frattempo? La riapertura della scuola - continua il sindacalista Pagliarisi - è davvero imminente e la Cisl Scuola è fortemente preoccupata. Cosa dire poi per i disabili? Nessun cenno nelle linee-guida fornite dal Ministero: li lasciamo a casa? Non ci curiamo della loro istruzione e della tanto sbandierata inclusione scolastica? Per non parlare di tutti quegli alunni, che hanno la 'sfortuna' di appartenere alle fasce socialmente deboli, nei cosiddetti quartieri disagiati. Ribadisco quanto detto più volte: con questa mancanza di prospettive e progettualità a medio-termine, aumenteremo il distanziamento sociale e la dispersione scolastica portandola a realtà catastrofiche!”.

- Anche su queste questioni, nessun cenno da parte del ministero dell'Istruzione, esatto?

“Non condivido le linee del Ministero e del Governo. Siamo allo sbando, si naviga a vista! La Cisl Scuola ha redatto una piattaforma per la ripartenza, da un bel po' di tempo, fornendo aiuto e supporto agli enti locali. Abbiamo avuto incontri e tavoli con parecchi sindaci della provincia etnea. Abbiamo provato in tutti i modi di fare in modo di non farci trovare impreparati per la ripartenza della scuola”.

- Se l’aumento dei contagi da Covid non si arresta, la riapertura delle scuole è compromessa: secondo i consulenti tecnico-scientifici del Governo. Nel caso fosse impossibile garantire il metro di distanza, gli studenti dovranno indossare la mascherina e ci dovrà essere un’adeguata areazione. Che ci dice?

“Il lockdown - conclude il segretario generale della Cisl Scuola catanese -, il confinamento, lo stop, la chiusura, non ci hanno insegnato niente?! Potevamo 'approfittare' di questa situazione d'emergenza sanitaria, facendo di necessità virtù... Lo dico da tempo in tutte le occasioni di confronto: dobbiamo affrontare il problema, sia nella forma di una misura urgente; una a medio raggio ed una a lungo raggio. E' vero che le scuole non si costruiscono in un giorno, un mese, un anno; ma 'chi ben comincia... è a metà dell'opera'. Si poteva e doveva affrontare l'emergenza, con meno improvvisazione dettata dall'incertezza sanitaria della pandemia e, viceversa, con maggiore progettualità e spirito d'iniziativa in prospettiva futura”.

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