Coronavirus e tecnologia: al vaglio l'app 'modello Corea Sud'

E' sul tavolo del Governo la possibilità di utilizzare un app che, sul modello Corea del Sud, possa essere in grado di individuare meglio i contagiati e 'gestire' meglio l'epidemia grazie alla tecnologia

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha indicato ad ogni stato di 'trovare il contagiato, isolarlo, testarlo, trattarlo in ogni caso e tracciarne i contatti'.

Per fare questo le autorità possono chiedere agli operatori mobili di mettere a disposizione i dati in loro possesso (che spesso vengono utilizzati dall'autorità giudiziaria) per controllare il rispetto del distanziamento sociale e per sapere la densità per area e gli spostamenti.  In questo modo è possibile ricostruire i contatti di ogni singolo contagiato nelle due settimane precedenti. 

Corea del Sud - Il modello tecnologico per diminuire il numero dei contagiati e monitorarli

- tracciato gli spostamenti dei cittadini con i dati forniti dalle compagnie telefoniche

- distribuito milioni di app 'Corona100m' che visualizzano in modo anonimo gli spostamenti dei soggetti contagiati e dei loro contatti, così da informare la popolazione sulle aree a rischio

- la scheda mostra il numero identificativo, l'età, il sesso, la cittadinanza, gli spostamenti effetuati ed i luoghi in cui è stato visitato

Sul tavolo del Governo e dell'Istituto Superiore della Sanità è presente un documento che ha come obiettivo quello di replicare il 'modello Corea del Sud'. 

E' stata sviluppata una app chiamata 'Sm Covid19' che è in grado di valutare il rischio di trasmissione del virus attraverso il monitoraggio di chiunque sia positivo. 

In questo modo gli ospedali potrebbero leggere i dati di rischio ed aggiornare lo stato di una persona (negativo o positivo al test). Se risulta positivo al test viene aggiornato anche il rischio di una persona che è stata a contatto con lui nelle due settimane precedenti.

Al momento si sta cercando, attraverso un algoritmo, di individuare anche i casi sospetti. Vengono sottoposti a screening coloro che sono domiciliati o hanno soggiornato nelle zone rosse, i familiari di casi sospetti o confermati, chi ha avuto rapporti stretti con pazienti ricoverati provenienti dalle zone rosse o dalla Cina. Non vengono considerati gli asintomatici o quelli lievi.

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L'app funziona così: tutti i cellulari sono agganciati a celle telefoniche. La rete per funzionare deve sapere quanti sono attaccati, a quali celle, gestire gli agganci e sganci, sapere chi è attaccato e dove. In questo caso di ogni contagiato è possibile tracciare gli spostamenti, la densità per area e chi era in prossimità di quell'area. 

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