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Imu e Tari sulle seconde case: per pagare di meno basta l'autocertificazione

Lo ha sancito una sentenza della Corte di Cassazione emessa lo scorso 23 gennaio 2021: non sarà più quindi necessario far effettuare a spese proprie una perizia che attesti l'inagibilità dell'immobile o le altre condizioni previste per l'agevolazione

Arrivano buone notizie per coloro che sono proprietari di una seconda casa ed effettuano regolarmente il pagamento delle tasse IMU e TARI (tassa sui rifiuti).

Una sentenza della Corte di Cassazione dello scorso 23 gennaio 2021 (n. 1263) ha infatti sancito che in tema di case inagibili o non utilizzate dai contribuenti proprietari è necessario ridurre alla metà il pagamento di IMU e TARI e per ottenere tale agevolazione è sufficiente  la presentazione di una semplice dichiarazione sostitutiva ai sensi del testo unico di cui al DPR 28 dicembre 2000, n. 445 (ossia una autocertificazione), nella quale si attesti l'impossibilità di utilizzare l'immobile.

Non è più quindi necessario, per esempio, che venga effettuata a spese del proprietario una perizia che attesti l'impossibilità di utilizzare l'immobile.

A prescindere dalla sentenza della Corte di Cassazione è comunque possibile, se previsto da norme nazionali o dai regolamenti dei singoli Comuni, che il pagamento di IMU e TARI possa essere dovuto nella misura del 50% nei seguenti casi: abitazioni utilizzate per il periodo estivo o invernale, case vuote e disabitate, case dismesse o inagibili, case concesse in comodato a parenti o in locazione a canoni più bassi rispetto a quelli che sarebbero dovuti in relazione alle caratteristiche dell'immobile.

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