Storie di Sicilia - Etimologia della parola 'ciauru'

A Catania e provincia (ma non solo) quando improvvisamente arriva un piacevole odore di qualcosa di cucinato non si può non utilizzare la parola 'ciauru'

Quando improvvisamente percepiamo un buon odore di qualcosa di cucinato o di particolarmente piacevole all'olfatto noi siciliani non diciamo mai 'che buon profumo' ma 'che ciauru'. L'utilizzo frequente di questa parola deriva dal fatto che la cucina siciliana, così come quella francese o quella spagnola, sa essere ricca di odori e sapori diversi.

A seconda delle zone ed a seconda del fatto che si annusino elementi culinari o della natura (la maggior parte delle volte piante o fiori) può diventare anche 'ciavuru', 'ciaguru' o 'ciaviru'.

La sua etimologia è da fare risalire al tardo latino, quando la parola flagrum sostituì a poco a poco le altre due voci 'flagrantia' e 'odor'. Nel corso dei secoli 'flagrum' è andato via via trasformandosi fino a diventare 'ciauru'.

Non è quindi una radice lontana da 'smell' o 'fragrance' in inglese o da 'parfum' ed 'olor' in francese, ossia lingue che sotto molti punti di vista possono essere considerate sulla stessa lunghezza d'onda della lingua italiana.

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