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Bonus 'smart working': proposta dei sindacati al Governo

Alcuni sindacati sembra si siano mossi spingendo il Governo ad adottare norme definitive che possano sempre meglio inquadrare la categoria del lavoro agile o smart working

L'emergenza Covid-19, prendendo in considerazione il mondo del lavoro, ha portato la maggior parte delle imprese, ove possibile, ad adottare il lavoro agile o smart working.

C'è però da dire che vista l'impossibilità di fare ore di lavoro straordinarie, di usufrurire dei buoni pasto o di altri bonus, molti soggetti hanno visto recapitarsi una busta paga ed uno stipendio inferiore rispetto al normale.

Per questo motivo alcuni sindacati dei lavoratori si sono mossi ed hanno presentato le loro istanze al Governo.

Quest'ultimo, pur dichiarando di non poter agire subito, ha comunque promesso di mettere mano a questa questione nel 2021 e di porvi rimedio attraverso il cosidetto 'bonus smart working'.

Ossia un rimborso forfettario delle spese che ognuno dei lavoratori agili deve sostenere per poter svolgere la propria mansione. 

Si pensa soprattutto alle utenze per l'energia elettrica o alla connessione internet o alla necessità, lavorando in casa, di dover riprogettari gli interni del proprio appartamento in base alle esigenze del lavoro agile. 

In questo modo comunque si riuscirebbe anche ad avere un inquadramento legislativo del telelavoro, che fino a questo momento è stato invece oggetto di accordi tra aziende e sindacati. 

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