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Caltagirone: Emergenza Polizia

                                                                                             

Oggetto: Caltagirone, emergenza Polizia

Ovvero: mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata.

Dopo anni di denunce, manifestazioni, promesse, il S.I.U.L.P rinnova il l’ennesimo grido di allarme: “a Caltagirone la Polizia di Stato è al collasso!”.

Sono ormai lontani i tempi in cui si inaugurava il posto di Polizia dell’Ospedale di Caltagirone, quando - proprio in quella occasione - il Commissariato vantava un organico di ben 63 unità, tra i quali tanti giovani motivati ed entusiasti, vogliosi di rendersi utili e mettersi al servizio della comunità.

Allora la mole di lavoro era di gran lunga inferiore in tutti i settori, e i giovani addetti al controllo del territorio avevano il tempo e le opportunità per maturare ed accrescere la loro esperienza.

 Oggi tutto ciò è pura utopia: tra i 45 dipendenti che costituiscono la forza del Commissariato di Caltagirone bisogna contare anche 3 impiegati civili e 2 esonerati dai servizi operativi.

L’età media del personale è di circa 50, con punte massime di 57/58 anni a fronte dell’aumento esponenziale dei servizi: così non può più garantire la presenza sul territorio.

C.A.R.A., REMS, tutela del Procuratore, Controllo del territorio, Amministrativa, Denunce, Politica ed Investigativa: sono questi i principali servizi che giornalmente devono assolvere le donne e gli uomini del Commissariato P.S. di Caltagirone.

E … mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata!

Mentre a livello Nazionale la risposta arriva più o meno puntuale, a Caltagirone ci si sente ripetere che … non sarà trasferito nessuno! E nessuno, o quasi, sembra interessare se ci si occupa anche della tutela del nuovo Procuratore con personale privo di specializzazione e di esperienza.

Proviamo pure a condividere le difficoltà del Dirigente del Commissariato, e le responsabilità che si assume allorché, soccombendo alle complesse disposizioni provinciali,   accetta anche l’onere di istituire un collegamento telefonico diretto con l’ospedale di Militello Val di Catania (ad appena 35 km di distanza …).

Tutti sembrano non rendersi conto delle difficoltà che gli operatori riscontrano, del fatto che non è possibile spremere oltre: siamo asciutti come la pietra, più di così non possiamo dare. Non si riesce più ad organizzarsi con le rispettive famiglie perché, sistematicamente, il personale è soggetto a “cambi turno”.

Non si riesce a garantire neppure con costanza il controllo del territorio e, cosa più grave, l’utenza sembra averci fatto l’abitudine.

È superfluo ricordare che il C.A.R.A. ed il REMS ricadono nella giurisdizione del Commissariato di Caltagirone, che occupa inesorabilmente, quotidianamente il personale nell’attività investigativa e nell’ordine Pubblico, e già da un po’ si registrano svariati contusi che hanno fatto ricorso alle cure dei sanitari.

Le difficoltà, tra l’altro, non accennano a diminuire visto che non diminuiscono proprio gli sbarchi di queste donne e uomini infelici. Paradossalmente, così lontani dal mare ma così nel cuore del problema.

E pensare come l’istituzione del C.A.R.A. abbia portato con se tante rassicurazioni circa il graduale incremento di personale e automezzi. Ma, di fatto, nulla è cambiato, neppure una aggregazione, mentre le Stazioni Carabinieri sono state opportunamente rimpinguate, anche quelle più lontane dal centro.

La Segreteria Provinciale Siulp.

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