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Comenius "Active" al Liceo Spedalieri

E’ un’ Europa che non è solo quella dei paesi ‘forti’, bensì l’Europa della Bulgaria, Croazia, Polonia, Romania, Turchia, dell’Ile de Reunion e della Sicilia quella che si è incontrata, conosciuta, scoperta  grazie al progetto Comenius ‘Active’, promosso al Liceo N. Spedalieri di Catania dalla prof.ssa Paola Smecca e dal Dirigente Scolastico prof. Alfio Pennisi coi fondi del Lifelong Learning Programme della Comunità Europea.

Anche se si sono sentite tante lingue negli incontri fra i ragazzi delle sette scuole partner, l’attenzione del progetto è stata focalizzata sugli elementi extra-linguistici, relativi cioè a quell’area della comunicazione che va oltre le parole, e che – come le parole - può creare ponti ma anche barriere nelle relazioni interculturali: l’area della comunicazione non verbale.

Obiettivo del progetto era infatti facilitare la comunicazione fra giovani cittadini europei a livello sia interpersonale che professionale, nell’ottica di un mercato del lavoro sempre più orientato verso la mobilità internazionale. Proprio per questo gli studenti dello Spedalieri, assieme ai loro coetanei europei, sono stati impegnati in simulazioni di colloqui di lavoro e di riunioni aziendali, come anche in dimostrazioni dei diversi modi di salutarsi, di vestirsi o di gesticolare.  

Il progetto è durato due anni e ha previsto quattro incontri di una settimana ciascuno, preceduti da un intenso lavoro preparatorio e dalla produzione e scambio di materiale.  Il primo incontro si è tenuto a Catania, i successivi in Croazia, in Turchia, e infine in Polonia. Cinque i docenti coinvolti nell’esperienza all’estero (oltre alla prof.ssa Smecca, i proff. Cro, Iannelli, Napoli, Reitano) e diciotto gli studenti che hanno potuto avvantaggiarsi della straordinaria opportunità di vivere per una settimana la vita di un coetaneo croato, turco o polacco e scoprirne le peculiarità ma anche le tante analogie.

Alla fine dell’esperienza ne è uscito rafforzato il senso di appartenenza a un’Europa variegata ma anche solida nel desiderio di costruire una comunità aperta e senza pregiudizi. Se l’Europa del futuro sarà così, i 120 ragazzi e ragazze del progetto Active coi loro docenti avranno contribuito a gettarne le fondamenta.

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