L’Etna tra i siti Unesco rilancia tutto il settore agroalimentare catanese

Entusiasmo della Coldiretti che vede nell'entrata dell'Etna nella prestigiosa lista il rilancio di tutti i prodotti di qualità catanesi, dal pistacchio alla ciliegia, dal ficodindia all'olio del Monte.

©gnuckx

La decisione dell’Unesco di inserire l’Etna nel patrimonio dell’umanità traina il turismo e la tradizione enogastronomica Made in Sicilia che trova ai piedi del vulcano le sue espressioni migliori. E’ quanto afferma con soddisfazione la Coldiretti siciliana nel sottolineare che sono numerosi i prodotti di qualità riconosciuti dall’Unione Europea che si trovano in questo territorio, dal pistacchio verde di Bronte (Dop) alla ciliegia dell’Etna (Dop), dal ficodindia dell'Etna (Dop)  all’extravergine Monte Etna (Dop), ma grandi qualità si riscontrano anche per le produzione locali di vino, miele, arance, pesche,  fragole, mandorle, castagne e gli ortaggi senza dimenticare i prelibati formaggi e i salumi provenienti dagli allevamenti della razza suino nero dei Nebrodi. 

"In tutto il territorio etneo – affermano il presidente e il direttore della Coldiretti Sicilia Alessandro Chiarelli e Giuseppe Campione – si trova un vero patrimonio di produzioni uniche che proprio la presenza del vulcano rende eccezionali. Anche gli agriturismi grazie all’Etna hanno un valore aggiunto che deve essere potenziato. Questa – concludono – è una grande occasione per esportare il nostro territorio in tutto il mondo. Un successo per la Sicilia e l’Italia che per tornare a crescere deve puntare sui valori identitari del proprio territorio, unico ed esclusivo, per competere a livello internazionale.”

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