Alle Pendici dell'Etna: Isola Lachea, dal magma al mistero della storia

La Riserva Naturale dell' Isola di Lachea e faraglioni dei Ciclopi è una delle bellezze naturali, ma anche storiche della nostra provincia.

Copyright: Giovanni Greco

Per la minirubrica "Alle Pendici dell'Etna" oggi parliamo di una vera meraviglia naturale e storica, isola Lachea. La più grande delle  Isole dei Ciclopi, antistanti il mare catanese, dal 1998 è diventata Riserva Naturale e viene gestita dal Cutgana (Centro Universistario per la Gestione e la Tutela degli Ambienti Naturali e degli Agrosistemi).

L'arcipelago, completamente di  origine vulcanica, fa parte di un unico lacoolite, formatosi nei millenni per la fuoriscita di magma dalle rocce sui fondali sottostanti.Morfologicamente l'isola Lachea si presenta  di forma ellisidale, lunga appena 250 metri e larga 150, per un'estensione totale di appena 2 ettari. Oggi ospita diversi tipi di vegetazione con piante endemiche dell'Italia del Sud, come l'eliotropio e la carlina raggio d'oro, mentre  per quanto riguarda la fauna sono presenti dei ragni particolari, per la pricisione lo Zelotes messinai, e l'Urozelotes mysticus, specie endemica dell'isola. Il re dell'isola invece è un rettile, la lucertola Podarcis sicula ciclopica, che presente solo sull'isola si è evoluta diversamente dalle sue cugine di terraferma.

Le ciclopi sono anche meta di molti uccelli, alcuni nidificano, altri la toccano durante le migrazioni. I più avvistati sono: la ballerina gialla, la passera sarda, la gazza, il fanello, la sterpazzola, l'occhiocotto, il cormorano, il gabbiano reale, il falco di palude e il falco pellegrino.Le acque che bagnano l'arcipelago sono ricche di Rombi, e polpi, bavose e cefali.

Non solo un piccolo paradiso naturalistico, ma anche storia e leggende hanno Isola Lachea come scenario. Omero nel IX libro dell'Odissea descrive l'isoletta abitata di sole capre, mentre Euclide, Plinio, Ovidio e Virgilio scrivono delle ciclopi.

Molto interessanti sono delle scoperte archeologiche. Nel 1869 sull'Isola Lichea è stata ritrovata un ascia in diorite di epoca preistorica; nel 1919 sono state identificate due tombe a grotticella; risalgono invece al periodo tardo romano degli oggetti rinvenuti dentro una buca circolare che conteneva pentole, anfore, pesi da telaio, aghi, frammenti di pettine e una lucerna.

Sulla sommità dell'isola si trova un museo e la misteriosa Grotta del Monaco che il Vigo, riferendosi a San Pier Damiani,descrisse abitata da un santo uomo nato ad Aquitania che conosceva S. Odilone, tra il 974 e il 1044. Il museo naturalistico è ricco di una collezione su la fauna e la flora dell'isola oltre a conservare i reperti archeologici rinvenuti sull'isola. Tra i magnifici posti catanesi Isola Lachea e le ciclopi mantengono immutato un fascino unico.

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