Etna: eruzioni, storia, leggende e tanto ancora

Il vulcano più alto d'Europa domina la nostra città diventandone il re incontrastato. Dall'estate scorsa è entrato a far parte dei patrimoni mondiali dell'umanità, ma lo conosciamo davvero così bene?

Lo vediamo sistematicamente da sempre, è il nostro Mungibeddu e fa da Padre a volte benevolo a volte padrone, ma sappiamo davvero cos'è l'Etna e a cosa sono dovute le sue eruzioni dallo spettacolo sublime e unico?

L'Etna è il complesso vulcanico più attivo ed esteso del continente europeo. Le sue incessanti attività ne hanno modificato continuamente il paesaggio.Le sue caratteristiche naturali, il suo fascino e la sua storia hanno permesso che questa meraviglia della natura il 21 giungo 2013 entrasse a far parte della Lista dei Patrimoni dell'Umanità Unesco.

Geograficamente l'Etna è definito un Vulcano a Scudo, ovvero dovuti a eruzione basaltica fluida, che fuoriuscendo crea sui fianchi degli strati che ricordano scudi poggiati al terreno.Le incessanti attività hanno portato ad una variazione dell'altezza nel tempo: nel 1900 era alto 3.274 m., nel 1942 3.269 m, nel 2010 3.350 . e l'anno successivo 3.340. Il suo diametro è di circa 45 chilometri con un perimetro di 180 chilometri, rendendolo tra i più grandi del pianeta e il più alto del Vecchio Continente.

Il suo nome dovrebbe risalire dal latino aitna che dovrebbe derivare dal greco classio aitho ovvero bruciare. Il termine con cui lo chiamano i siciliano, ovvero Mongibello è un mix di derivazione latina (mons) e araba (jebel). Altra teoria vuole che il termine derivi da Mulciber ( che placa il fuoco), con il quale i latini chiamavano il dio Vulcano.Per i catanesi però l'Etna è semplicemente a'muntagna.

L'Etna è un vulcano attivo, cioè a periodo ravvicinati entra in eruzione partendo da un degassamento con l'eruzione di cenere per poi emettere magma. Le eruzioni storicamente più importanti sono state quella del 1614, quando iniziò un'eruzione che durò per ben 10 anni con un emissione totale di oltre un miliardo di metri cubi di lava. Questa fu l'eruzione più lunga mai avuta. Quella più distruttiva invece è riportata negli annali del 1669. Questa eruzione raggiunse la città di Catania, distruggendone la parte esterna e circondando il Castello Ursino. In precedenza della distruzione un fortissimo terremoto distrusse il paese di Nicolosi. La frattura terrestre che venne a crearsi creò un vero e prop'rio fiume di lava che seppllì Malpasso, Mompilieri, Camporotondo, San Pietro Clarenza, San Giovanni Galermo. Anche nel 1900 ovviamente ci sono state molte eruzioni. la più lunga p stata registrata nel dicembre 1991 quando iniziarono 473 giorni consecutivi di attività con l'apertura di un cratere alla baase sud-est del vulcano.
Etna che ha avuto anche eruzioni drammatiche e mortali,l'ultima delle quali si è avuta nel 1979 quando un'improvvisa esplosione di massi uccise nove turisti causando il ferimento di altri dieci.

Ovviamente sono molte le leggende che dalla mitologia a oggi hanno come ispiratore il vulcano. Si narrava che il dio dei venti Eolo avesse imprigionato i venti nelle caverne dell'Etna; il gigante Tifone fu confinato nell'Etna secondo il poeta Eschilo; il gigante Encelado, per essersi ribellato agli dei fu bruciato nell'Etna; Su Efesto o Vulcano, dio del fuoco e della metallurgia e fabbro degli dei, venne detto di aver avuto la sua fucina sotto l'Etna e di aver domato il demone del fuoco Adranos e di averlo guidato fuori dalla montagna, mentre i Ciclopi vi tenevano un'officina di forgiatura nella quale producevano le saette usate come armi da Zeus. Si supponeva che il "mondo dei morti" greco, il Tartaro, fosse situato sotto l'Etna.
Su Empedocle, un importante filosofo presocratico e uomo politico greco del V secolo a.C., venne detto che si buttò nel cratere del vulcano, anche se in realtà sembra che sia morto in Grecia. Si dice che quando l'Etna eruttò nel 252, un anno dopo il martirio di Santa Agata, il popolo di Catania prese il velo della Santa, rimasto intatto dalle fiamme del suo martirio, e ne invocò il nome. Si dice che a seguito di ciò l'eruzione finì, mentre il velo divenne rosso sangue, e che per questo motivo i devoti invocano il suo nome contro il fuoco e fulmini.
Re Artù risiederebbe, secondo la leggenda, in un castello sull'Etna, il cui celato ingresso sarebbe una delle tante e misteriose grotte che la costellano. Il mitico re dei Sassoni appare anche in una leggenda, quella del cavallo del vescovo, narrata da Gervasio di Tilbury. Secondo una leggenda inglese l'anima della regina Elisabetta I d'Inghilterra ora risiede nell'Etna, a causa di un patto che lei fece col diavolo in cambio del suo aiuto per governare il regno.

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