Alberi monumentali, il "Castagno dei Cavalli" e quello di "Sant'Agata"

Tra i capolavori della natura censiti dal Corpo Forestale dello Stato, in provincia di Catania ce ne sono 3 dal valore storico unico risalenti a più di 3000 anni fa.

© LuckyLisp

Gli alberi sono i testimoni della nostra storia, e le fondamenta della nostra madre terra. Oltre all’importanza che hanno a livello naturale, per l’ossigeno che ci permettono di respirare, per le biodiversità che ospitano o di cui fanno parte, spesso guardandoli restiamo letteralmente incantati. Dimensioni mastodontiche, forme particolari, armoniose o aggressive fanno in modo che ci si stupisca davanti a questi testimoni del tempo, a volte addirittura millenari. Di fatto in molti casi si  è davanti a veri e propri monumenti e come tali vanno trattati e tutelati.

Il Corpo Forestale dello Stato nel 1982 effettuò il primo “Censimento nazionale degli alberi di notevole interesse”, per individuare catalogandole, piante singole o gruppi di dimensioni eccezionali, oppure con forme singolari, per qualità estetiche o per valore storico. I forestali setacciarono ogni angolo boschivo per portare avanti la ricerca, schedando questi giganti della natura. In Italia il lavoro non fu da poco essendo circa  un terzo della superficie ricoperta da foreste. La quantità di dati raccolta negli anni è  assolutamente sorprendente, e ciò rende il nostro Paese non solo il più ricco di monumenti archeologici al mondo ma anche pieno di alberi monumentali che come reperti archeologici andrebbero trattati.

La ricerca ha scovato e classificato circa 22.000  “alberi di notevole interesse”, tra i quali oltre 2.000 sono stati definiti di “grande interesse” e 150 di “eccezionale valore storico e monumentale”.  Un censimento di questo tipo è ovviamente sempre “aperto” a revisioni e nuove acquisizioni.

Anche in Sicilia  ci sono alberi finiti nella ormai importante e gloriosa lista. In totale quelli della grande isola sono 25,  3 dei quali nel territorio della Provincia di Catania. Questi tre non solo sono stati censiti, ma hanno raggiunto la particolarità di essere ritenuti di “eccezionale valore storico e monumentale”.  Ma quali sono questi alberi - monumento?

I primi sono due Castagni ormai vere e proprie leggende. Uno è il “Castagno dei cento cavalli”, nel comune di Sant’ Alfio che raggiunge la circonferenza record di 22 metri per un’altezza di 22. Questo albero è di un valore storico naturale assolutamente unico e per gli studiosi ha tra i 3000 e 4000 anni, rendendolo secondo alcuni tra il più antico d’Europa. Numeri non solo incredibili, ma che tolgono il fiato davanti ad una maestosità davvero degna di un monumento tanto che l’UNESCO lo ha definito per l’appunto  “Monumento Messaggero di Pace”.  Unico e particolare è anche il nome. L’albero è detto “il castagno dei 100 cavalli” poiché una leggenda narra che sotto i suoi arbusti trovarono riparo durante un temporale la regina Giovanna I d’Angiò e 100 cavalieri che le tennero “compagnia”.

Il secondo è il “Castagno di Sant’Agata” che si trova ad appena 400 metri dal primo, ma nel comune di Mascali, ed è un albero di “appena” 20 metri di circonferenza e 19 di altezza. Detto anche il “Castagno della nave”, per via della sua base che ricorda un veliero dalla quale si alzano più tronchi, e ancora nel dialetto locale “Arrusbigghiasonnu” (colui che fa togliere il sonno), ha una datazione che lo fa risalire a circa 2000 anni fa. Parecchi lo considerano l’albero più bello d’Italia.

Altro albero sorprendente è quello di contrada Carlino a Zafferana. Sempre immerso nel parco dell’Etna si tratta di un Leccio dell’altezza di 20 metri per una circonferenza di 4,6,  e un diametro della chioma di addirittura 24 metri. Chiamato in siciliano “Ilice du Carrinu” (Ilice del Pantano) colpisce per l’armonia delle sue forme e ha una datazione stimata di 600 anni.

In una terra unica come la Sicilia, piena di monumenti dal valore straordinario, anche la natura ha voluto renderle omaggio donandole tre testimoni del tempo, tre ricchezze naturali, sublimi e immortali.

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