Oasi del Simeto, finalmente si procede all'abbattimento degli abusi edilizi

Legambiente saluta entusiasta l'inizio dei lavori di abbattimento degli edifici sorti nella riserva naturale del Simeto, che negli anni hanno creato danni all'ambiente e pericoli per i cittadini.

In questi giorni sono finalmente iniziate le demolizioni di edifici abusivi, come ordinato dalle Autorità Giudiziarie nell’Oasi del Simeto, salutato con favore dalle associazioni che hanno lottato negli anni per giungere a questo rirultato.

Il caso belli risale a molti anni fa. Nel 1984 viene istituita la riserva naturale “Oasi del Simeto”, comprendente tutta l’area che abbraccia la foce del Simeto nel catanese. Principale obiettivo di questa istituzione era la protezione delle zone umide per incrementare la nidificazione da parte delle numerose specie di migratori che sorvolano queste zone e il restauro della vegetazione. Il paradosso in stile italico dell’istituzione della riserva è stato che subito dopo è incrementato in maniera scellerata l’abusivismo edilizio. Col passare degli anni la Foce del Simeto è riuscita suo malgrado a diventare l’area protetta italiana con il più diffuso tasso di abusivismo edilizio. Se ciò non bastasse al tutto si può aggiungere che la maggior parte del terreno, come denunciato dal WWF, è una zona ad alto rischio alluvionale. Un evento del genere già è avvenuto negli anni sessanta portando l’asticella di pericolo oltre il limite della tollerabilità.

Il presidente di Legambiente Sicilia Mimmo Fontana, ha rilasciato una dichiarazione intervenendo sugli abbattimenti in corso presso il villaggio Rainbow di San Francesco la Rena in provincia di Catania:"Bene, forse finalmente si fa sul serio. L'importante è che adesso non ci siano passi indietro. Perché la foce del Simeto e le aree umide circostanti - zona a vincolo di inedificabilità assoluta e a rischio idrogeologico - sono assediate da oltre 3 mila case abusive. Una gigantesca lottizzazione illegale, che per decenni le amministrazioni pubbliche hanno ampiamente tollerato tanto da favorire il sorgere di nuovi abusi".

"Aver ripreso in mano una situazione grave come quella dell'abusivismo edilizio nell'Oasi del Simeto – ha aggiunto Rossella Muroni, direttore nazionale di Legambiente -, è un segnale importante e il lavoro della Procura della Repubblica di Catania in questo senso deve essere supportato da tutti, istituzioni, associazioni e cittadini. La nostra campagna Abbatti l'Abuso è nata anche allo scopo di sostenere quanti si fanno carico di procedere alle demolizioni e denunciare le istituzioni che si girano dall'altra parte facendo finta di non vedere. Siamo convinti che queste azioni rappresentino quel cambiamento culturale che sta maturando nel nostro Paese e che vede nel ripristino della legalità e della bellezza violate una delle condizioni necessarie per uscire dalla crisi e promuovere uno sviluppo economico, sociale e ambientale più duraturo e giusto".

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