Rughetta prosegue il suo viaggio

La Tartamondo si aggira per le acque del Mediterraneo, continuando a far tappa sulle coste catanesi. Ma capiamo meglio il valore delle tartarughe.

La Convenzione sulla diversità biologica di Rio de Janeiro 1992, definisce la Biodiversità, la variabilità fra tutti gli organismi viventi, inclusi quelli del sottosuolo, dell’aria, gli ecosistemi acquatici, terrestri e marini e i complessi ecologici dei quali fanno parte; questa include la diversità all’interno delle specie, tra le specie e degli ecosistemi. E le tartarughe marine non fanno eccezione. Anzi, se pensiamo che, dati FAO alla mano, ogni anno fino a 60.000 esemplari  vengono catturate accidentalmente nel Mediterraneo durante le operazioni di pesca professionale,  qualsiasi dubbio sull’importanza del piccolo rettile, dovrebbe svanire.

Solo in Italia, sempre secondo l’Organizzazione ONU,  sono ben 10.000 le tartarughe catturate, con una mortalità degli animali che va dal 10 al 15%.  Nel 2010 la FAO pubblicò Guidelines to Reduce Sea Turtle Mortality in Fishing, proprio al fine di ridurre le morti accidentali, spesso provocate da cause antropiche.  In particolare nel Mediterraneo per le Caretta caretta non sono solo i pescherecci il rischio - che comunque, secondo le linee guida FAO, arrivano a catturare per errore anche venti tartarughe in una sola battuta di pesca - , ma anche l’intenso traffico nautico, il turismo nelle spiagge dove vengono depositate le uova, l’erosione delle coste e l’inquinamento delle acque.

Rughetta, lo sappiamo, è stata fortunata perché messa in salvo da un pescatore che la trovò spiaggiata e ferita. Poi grazie alle cure del Centro Recupero Tartarughe Marine di Brancaleone, e al progetto Io salvo la tartaruga, è stato possibile restituirla al mare.

Ad Earth Day Italia piace raccontare anche (e soprattutto) le buone notizie: Annamaria Pinto, madre di Giulia, la bimba vincitrice dell’iniziativa io salvo la tartaruga, ha raccontato come sia stato importante per la figlia il giorno della liberazione di Rughetta. Non solo Giulia ha visto il lato ludico della teoria imparata tra i banchi si scuola, ma ha imparato anche il perché le tartarughe marine sono fondamentali per il Pianeta terra.

Sul sito del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare si legge che nelle acque territoriali italiane, oltre alla tartaruga Caretta, presente soprattutto nel meridione e nelle isole, sporadicamente è possibile incontrare la tartaruga verde (Chelonia mydas) e la tartaruga liuto (Dermochelys coriacea). Queste 3 specie sono particolarmente protette sia da Convenzioni internazionale che da Leggi nazionali. E a tal fine la Direzione per la Protezione della Natura e del Mare ha promosso iniziative di coordinamento, tra tutti i soggetti coinvolti nella conservazione di queste specie, finalizzate alla stesura di specifici documenti tecnici e di indirizzo quali le “Linee Guida per il recupero, soccorso, affidamento e gestione delle tartarughe marine ai fini della riabilitazione e per la manipolazione e rilascio a scopi scientifici” e di un documento d’indirizzo per la conservazione delle popolazioni in natura.

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