Smog, Catania è la città italiana più irrespirabile

Drammatici i risultati del rapporto di Legammbiente sull'inquinamento, podio nero tutto siciliano con Siracusa e Caltanissetta che affiancano la città etnea.

©Ethnocentrics

È tutto siciliano il podio di maglie nere per quanto riguarda l’inquinamento nelle città italiane. Sono infatti Catania, Siracusa e Caltanissetta a vincere nelle rispettive categorie (grande città, media, piccola) la poco ambita maglia nera. È questo il risultato che emerge dal  XX rapporto di Ecosistema Urbano 2013 Legambiente,  Ambiente Italia e Sole24Ore sule eco-performance dei capoluoghi di provincia italiani.

I risultati sono nel complesso molto negativi, basta pensare che le migliori 11 raggiungono a malapena la sufficienza con un punteggio di 60/100 e considerando che senza performance straordinarie, ma solo rispettando la legge il valore sarebbe prossimo a 100.

Lo Stivale si caratterizza per l’omogeneità con il quale i risultati non vengono raggiunti. Se Milano è sempre in preda all’emergenza smog, nella Capitale il parco auto privato è cresciuto, mentre a Palermo si continua a depurare meno dei 2/5 reflui fognari.  Sono pochissime le realtà positive che riescono ad essere importanti per le comunità che possono usufruire dei loro servizi come Novara e Salerno che primeggiano nella raccolta differenziata, o Bolzano leader per quanto riguarda politiche energetiche e mobilità, o ancora Bergamo per la solarizzazione dei tetti delle scuole.

Nelle città è sempre più importante strutturare velocemente progetti che riescano a strutturare un futuro diverso da quello attuale, che ormai è palesemente non solo non più percorribile ma sempre più deleterio per la vivibilità. Legambiente sottolinea come si debba avere il coraggio di arrivare ad ampliare le prospettive attuando anche scelte drastiche, come l’abbattimento di interi quartieri per ricostruire edifici compatibili con l’ambiente ma anche con la funzione stessa degli edifici, anche attraverso il recupero di molti di essi fermando il consumo di suolo ancora non cementificato.

Gli oltre 100mila dati raccolti hanno  stilato una classifica delle città per quanto riguarda l’inquinamento. Sul podio delle migliori ci sono Venezia , per le grandi, Trento per le medie, e Belluno tra le piccole, che ottengono comunque solo  poco più dei 60/100.  A Venezia, grazie alla peculiarità stessa della città, è stato possibile raggiungere ottime performance per quanto riguarda le polveri sottili  Pm10 in picchiata rispetto al rapporto precedente.

Come dicevamo tra le peggiori si piazza Catania. Nella città etnea  oltre agli svariati “nd” (dati non disponibili) riportati nei questionari somministrati, risulta ultima in molte aree. Partendo da quella della produzione procapite annua di rifiuti con oltre 714,3kg o , agli oltre 230 litri (per abitante al giorno) di acqua potabile consumata dai catanesi. Il dato è molto preoccupante anche perché fa il paio con l’ultimo posto, tra le grandi città, per l’acqua potabile persa dalla rete, che supera la metà del totale dell’acqua immessa in rete.

Nel suo complesso l’ecosistema urbano 2013 evidenzia con chiarezza la situazione di impasse in cui versa l’Italia delle città. L’inquinamento atmosferico resta ancora a livelli di estrema emergenza. E città continuano a disperdere in media più di un terzo dell’acqua potabile immessa in rete (32%) e l’efficienza della depurazione miglior a di uno “zero virgola” alla volta. In questo contesto solo 9 città riescono a raggiungere il target del 65% imposta dalla normativa per il 2012, con tutte le grandi città che ne restano fuori. Altro fattore negativo è la continua crescita, seppur in maniera lenta e costante, del parco autovetture circolanti con il contestuale declino del trasporto pubblico urbano che continua inesorabilmente a perdere passeggeri .  Non si sono registrati mutamenti per quanto riguarda isole pedonali, zone a traffico limitato e reti ciclabili urbane.

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