UE blocca aumento quantità di arancia nelle bevande

La Commissione blocca il provvedimento del decreto Balduzzi che avrebbe favorito una maggiore prudione degli agrumi siciliani, favorendo bevande che di frutta hanno ben poco.

©Tangopaso

Quando si dice che al peggio non c'è mai fine. Ora anche l'Europa interviene sull'agrumicultura, e lo fa con una vera e propria batosta. Infatti l'Unione ha stoppato l'aumento al 20%  di arancia nelle bibite di aranciata. La scure che si abbatte sui produttori di agrumi è davvero impressionante, basti pensare che solo in sicilia le piantagioni di agrumi ricoprono circa 60mila ettari per una produzione di almeno 11 milioni di quintali di frutta. Numeri che fanno capire quanto sia importante questo settore per l'economia siciliana.

Da canto suo la Coldiretti Sicilia interviene a muso duro su questa nuova posizione continentale con la quale si ferma il decreto Balduzzi, che prevedeva l'incremento della frutta nelle bevande. L''Ufficio giuridico della Commissione europea ha infatti respinto quanto riportato dal decreto italiano in quanto sarebbe in contrasto con la direttiva comunitaria sulla libera circolazione delle merci.

Il presidente della Coldiretti sicula Alessandro Chiarelli e il direttore regionale Giuseppe Campione dichiarano all'unisono: "L’aumento del contenuto di arancia al 20 per cento era quello minimo non solo per ottenere un adeguato incremento commerciale ma soprattutto perché le vitamine contenute nell’arancia sono indispensabili per la salute. Con l’incremento del 20 per cento si sarebbero vendute almeno 200 milioni di chili di arance in più – proseguono Alessandro Chiarelli e Giuseppe Campione - in questo modo invece si continua a mantenere un sistema di bevande a bassissimo contenuto di agrumi che di certo non aiuta la salute dei consumatori.
A questo punto ci auguriamo che la bevanda piena di zucchero e poca frutta venga sostituita con scelte più adeguate come le spremute: nelle scuole, nelle mense, negli ospedali e in tutti i luoghi pubblici occorre incrementare la presenza di macchine spremiagrumi che a prezzi adeguati offrono vitamine."

Insomma un'altra contestabile visione alimentare imposta dall'alto, viene pagata non solo economicamente dalla Sicilia, ma anche dalla salute della popolazione europea, alla quale viene imposto di bere zucchero e coloranti invece di frutta.

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