Finaria-Sigi, amore mai nato e un bando tanto atteso: salvezza Catania passa da qui

Dall'offerta di un milione e un euro alla possibile "trattativa lampo" con i texani. Di tempo ne è passato, ma grazie al lavoro certosino del Tribunale c'è ancora la possibilità concreta di ultimare il passaggio di consegne e far si che la nuova proprietà possa adempiere alle scadenze sportive

Un lavoro certosino. Giuridicamente impeccabile. Prima l'ammissione del Calcio Catania al concordato in bianco, poi il comunicato del presidente del Tribunale Francesco Mannino. Ora un bando nato dal lavoro costante di limatura, tra le richieste di Finaria e l'esigenza di creare un bando lineare, chiaro e con tutti i crismi della legge. Anche i tempi della procedura competitiva, con l'apertura delle buste il 23 luglio ed eventuale rilancio, sono tempi record per il diritto fallimentare.

Il Catania è adesso ufficialmente in vendita e il lavoro del Tribunale è volto a salvare la matricola e a garantire la massima trasparenza e il massimo ritorno per i creditori di Finaria. Che sarà la Sigi o qualche altro acquirente dell'ultimo minuto, che magari ha lavorato nell'ombra, poco importa. Il merito della Sigi, pur con alcuni errori di percorso, essendo passata soltanto in un secondo momento da Comitato a Spa, è quello di aver lavorato ai fianchi, dato un'alternativa alla perdita della matricola, con Finaria che aveva ormai intrapreso un vicolo cieco rischiando di risucchiare il Calcio Catania e la matricola 11700.

I tempi si sono allungati prima di arrivare a questo bando, si è delineato nel corso dei mesi il quadro di una trattativa estenuante. Con alcuni indizi di possibile astio tra le parti. Dall'offerta di un milione e un euro inoltrata dalla Sigi, cifra simbolica per esprimere il proprio giudizio sul valore del club, alla luce del monte debiti. Passando per la trattativa lampo che Finaria avrebbe deciso di intraprendere con i texani, sedendosi subito al tavolo, salvo poi scoprire i contorni di una vera e propria truffa. Di tempo ne è passato, ma c'è ancora la possibilità concreta di ultimare il passaggio di consegne e far si che la nuova proprietà possa adempiere alle scadenze sportive imminenti.  La matricola 11700 vede la luce in fondo al tunnel.

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Adesso sarà il Tribunale a valutare quale sarà la migliore tra le offerte che arriveranno. Un'eventualità, quella della presentazione di più offerte, che rappresenta un aspetto sicuramente positivo per la salvezza e la futura solidità economica della società Calcio Catania. Nonostante i debiti siano pesanti, l'investimento sul Catania e Torre del Grifo, pur presentando insidie alla luce dell'emergenza sanitaria causata dal Covid-19, resta potenzialmente fruttifero e redditizio per la nuova proprietà.

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