Calcio Catania: intervista esclusiva al nuovo allenatore Rolando Maran

Intervista esclusiva a Rolando Maran, nuovo allenatore del Calcio Catania per la stagione agonistica 2012/13. E' il primo allenatore trentino a raggiungere la massima serie

Cittadella, Brescia, Bari, Triestina, Vicenza e Varese. Non è un elenco casuale di località ma il lungo e tortuoso percorso che ha condotto Rolando "Rolly" Maran a sedere sulla prestigiosa panchina del Catania in serie A. L'ufficializzazione è arrivata lo scorso undici giugno ma il tecnico roveretano tra presentazione, conferenza stampa e viaggio solo ieri ha trovato il tempo per rispondere con calma alla curiosità del cronista. Ricordiamo che si tratta del primo allenatore trentino a raggiungere la massima serie.

Mister, cominciamo con una domanda banale: qual è il suo stato d'animo attuale?
"Molto semplicemente credo di aver realizzato un sogno. Da diversi anni stavo lavorando con discreti risultati in serie B e il mio obiettivo era ovviamente quello di raggiungere la A. Il meraviglioso campionato del Varese (Maran ha sostituto Benny Carbone e novembre con i lombardi in zona play out e ha traghettato la squadra sino alla finale promozione persa contro la Sampdoria ndr) mi ha permesso di concludere un percorso iniziato molti anni fa. Ora tutto ciò che mi aspetta sarà nuovo è chiaro che non sto nella pelle".

Come è stato il primo approccio con Catania?
"Della città ho visto onestamente ancora poco, quello che posso dire è che per quanto riguarda le strutture possiamo contare su un centro sportivo di proprietà semplicemente meraviglioso e che è invidiato da molte realtà magari anche più importanti. Il presidente Antonino Pulvierenti è un gran intenditore di calcio oltre che essere un ottimo imprenditore, con il nuovo direttore generale Sergio Gasparin sono certo che non avremo alcun problema. E' vero che non abbiamo mai lavorato insieme ma ci conosciamo da anni e sono certo che saremo in massima sintonia".

Dovrà lavorare con moltissimi giocatori argentini e reggere l'urto di una piazza comunque molto esigente. C'è qualcosa che la spaventa?
"Penso che il poter contare su tanti anni di esperienza mi potrà aiutare in questa direzione. Sinceramente sto vivendo questa possibilità solo come un chance estremamente stimolante, non vedo perché dovrei temere qualcosa o qualcuno. Sono convinto che avrò a disposizione una rosa molto competitiva e che i tifosi sapranno apprezzare il fatto che per me la parola d'ordine è solo una: lavoro. I calciatori argentini molto spesso si adattano alla perfezione al campionato italiano perché somiglia molto al loro; il tutto senza dimenticare che stiamo parlando di gente come Bergessio, Gomez, Spolli, Carizzo, Izco, Barrientos, solo per fare alcuni nomi, gente insomma che non è propriamente di "primo pelo".

L'obiettivo stagionale?
"Ho firmato un contratto biennale e la società per questo primo anno mi ha chiesto una salvezza da raggiungere con calma e tranquillità. Questo resta l'obiettivo principale se poi dovesse arrivare qualcosa di più di certo non ci tireremo indietro. Ora però lasciatemi godere di qualche giorno di ferie, da qui all'8 luglio (primo giorno di raduno del Catania ndr) avrò davvero bisogno di riposare".

 

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