Calcio Catania e situazione debitoria: un solo responsabile?

Le retrocessioni costituiscono, come sottolineato da Pietro Lo Monaco, un grosso problema per le società dal punto di vista economico e sportivo. Ma è giusto puntare il dito solo sulla gestione Cosentino?

Pietro Lo Monaco difende a spada tratta il suo operato da ad del Calcio Catania e lo fa rilasciando alcune dichiarazioni alla redazione di Italsportpress. L’ex Amministratore Delegato del Calcio Catania, ancora oggi direttore generale del club di via Magenta, nonostante la conferenza stampa dal sapore di addio del 26 novembre 2019, punta il dito esclusivamente alla gestione Cosentino, periodo 2013-2015.

"Le retrocessioni fanno scomparire le società, il Catania invece non è scomparso, grazie alla gestione degli ultimi tre anni. Ho speso la mia faccia in giro per il mondo per il Catania, rimettendoci salute, fisico e soldi. E tutte le stupidaggini e illazioni riferite agli ultimi tre anni non fanno altro che legittimare il modo di fare di una certa parte dell’ambiente. La situazione del Catania, seppur grave, non è figlia degli ultimi tre anni, ma dei quattro anni precedenti al 2016 e il sottoscritto non c’era. Le gestioni degli ultimi tre anni sono addirittura più virtuose di quelle della serie A”. "Il Catania ha tentato di non morire e non far fallire una matricola, con quello che gli passava il convento. Solo con i fornitori eravamo a -12 milioni di euro. Siamo arrivati a -4,5 milioni di euro. Vuol dire che abbiamo pagato in questi tre anni e contestualmente abbiamo anche giocato i campionati con zero punti di penalizzazione, disputando campionati competitivi. Più virtuosi di così si muore"

Le retrocessioni costituiscono, come sottolineato da Pietro Lo Monaco, un grosso problema per le società dal punto di vista economico e sportivo. Ma è giusto puntare il dito solo sulla gestione Cosentino?

CataniaToday si è già occupato nei dettagli, riportando cifre e date, del giudizio dato dalla sezione fallimentare del Tribunale, nel documento del presidente Mariano Sciacca, sugli esercizi finanziari più recenti del Calcio Catania.

E' opportuno riallacciarsi però in breve proprio al seguente documento, che ha preso atto dell’istanza della Procura della Repubblica e del pm Regolo, dove si parla della chiusura dell'esercizio del Calcio Catania in data 30 giugno 2019 e si delinea una "perdita del capitale sociale superiore ad un terzo".

BILANCIO CATANIA: CHIUSURA ESERCIZIO 30 GIUGNO 2019

Nell'istanza della Procura della Repubblica, in riferimento al periodo che va dal 2014 al 2019, si legge inoltre "a fronte di tale situazione di crisi Calcio Catania ha progressivamente accumulato ingenti debiti tributari che sono passati da circa 4,5 milioni di euro nel 2014 a circa 15 milioni nel 2019"

Nella parte iniziale del decreto emesso dal Tribunale di Catania, sezione fallimentare, viene poi riportato: "la società resistente (Calcio Catania ndr) versava da almeno cinque anni, con ingenti perdite in ogni esercizio sociale, in una grave crisi, che aveva fronteggiato sia ricorrendo al sistematico apporto dei soci, sia elaborando un piano di risanamento ex art.67 L.F., asseverato nel 2017 e rimasto inattuato, sia omettendo il pagamento dei tributi". 

Proprio il passaggio relativo all’"apporto dei soci" richiama il collegamento con quanto stilato dai commissari giudiziali nell’ambito del crac Meridi che ha riportato passività per oltre 100 milioni di euro. Meridi ricordiamo è attualmente in amministrazione straordinaria. In quella relazione si delinea un quadro di crisi d’azienda a cui hanno contribuito il travaso di risorse sia a Finaria, 44 milioni, ma anche al Calcio Catania, circa 4 milioni, un vero e proprio sostegno finanziario al club di via Magenta, in particolare a partire dal 2016. 

"La Meridi ha effettuato tra gli altri, da ultimo, e prevalentemente tra il 2016 e il 2019, una serie di atti finalizzati, tra l’altro, ad erogare finanziamenti, anticipare canoni di locazione e rinunciare a crediti in favore della controllante Finaria S.P.A. e del Calcio Catania S.p.a". In particolare "dal 2016, ha erogato finanziamenti in favore del Calcio Catania S.p.a. per complessivi euro 4.078.291,00 milioni per poi rinunciare agli stessi".

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Il campo ha detto che nel 2018 la squadra etnea è andata vicina alla promozione. Se quella punizione di Francesco Lodi fosse entrata magari staremmo parlando di un’altra storia, anche fuori dal rettangolo verde. La serie B sfumata sul campo il 10 giugno del 2018 nella lotteria ai rigori contro il Siena ha invece risucchiato il club rossazzurro in maniera definitiva nelle sabbie mobili della serie C. E oggi diventa sempre più complicato, se non impossibile, continuare a guardare a quel rettangolo verde.
 

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