Scandalo Catania, dalla giustizia penale a quella sportiva: scenari futuri

Stefano Palazzi, il capo della Procura della Federazione, dovrà valutare il rischio di illecito non solo per il Catania, ma anche per le società dei giocatori coinvolti dalle indagini. Presto dire quali punizioni verranno inflitte alla squadra etnea, ma le indagini tracciano un quadro grave

Dopo le indagini guidate dalla Procura e gli atti in possesso della giustizia penale, si profila adesso un risvolto anche sul fronte sportivo. Immediate le dichiarazioni a caldo del presidente del Coni Giovanni Malagò, che ha commentato l'ennesima inchiesta giudiziaria che coinvolge il calcio, stavolta con il caso Catania. "Ho letto le agenzie, non ne so di più. Ma si commenta tutto da solo: è una vergogna, è imbarazzante. In giornata forse sapremo qualcosa di più. Certo, non c'è mai limite al peggio".

Il presidente della lega serie b, Abodi, commenta così i particolari delle indagini: "Auspico solo che la risposta sia esemplare e definitiva. Da tempo chiediamo regole ancora più dure, la possibilità di incidere sul patrimonio di chi sbaglia attraverso il sequestro preventivo e la confisca dei beni personali. Il calcio non deve essere un terreno di conquista per chi lo vuole usare e distruggere, lo dobbiamo a chi crede in questo sport e lo ama. Non siamo disposti ad accettare nessun tipo di mortificazione del campo e del valore sportivo del campionato - conclude Abodi - e posso assicurare che la Lega che rappresento, come è gia' successo nell'ambito del procedimento penale attivato dalla Procura di Cremona, non darà tregua ai responsabili di queste e di qualunque altra nefandezza, perseguendoli in ogni sede, sportiva e penale".

Stefano Palazzi, il capo della Procura della Federazione, dovrà valutare il rischio di illecito non solo per il Catania, ma anche per le società dei giocatori coinvolti dalle indagini. Presto dire quali punizioni verranno inflitte alla squadra etnea, ma gli scenari maturati nel corso delle indagini tracciano un quadro grave.  Da rilevare che al momento nessun calciatore rossazzurro è stato coinvolto dalle indagini. Si potrebbe arrivare ad una possibile retrocessione della squadra etna, in lega pro o serie inferiore, e nel caso più grave al fallimento o radiazione.

Per i dirigenti posti quest'oggi agli arresti domiciliari, si preannuncia, qualora le accuse fossero confermate, un'inibizione della Federazione sportiva per un arco di tempo dai 3 anni in su, oltre alle plausibili multe e conseguenze penali.

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