Futuro Calcio Catania, dal fallimento alla serie B: possibili scenari

Dalle prime indiscrezioni raccolte da CataniaToday è possibile che il Tribunale possa dare tempo. Tempo che il Calcio Catania dovrebbe sfruttare in ottica concordato in bianco

Nuovo aggiornamento

DECISIONE TRIBUNALE: NESSUNA UDIENZA IL 9 GIUGNO

La clessidra segna sempre meno tempo. Il 9 giugno è la data prevista inizialmente per l'istanza di fallimento del Catania avanzata dalla Procura etnea. Per salvare la matricola resta necessario un cambio di rotta e una vendita del club. La prima tappa è legata alla decisione della sezione fallimentare del Tribunale di Catania, riunitasi lunedì 25 maggio, in merito alla richiesta di nomina di amministratori giudiziari al posto dell'attuale cda del Calcio Catania, di cui non fanno più parte Giuseppe Di Natale e Ignazio Scuderi.

Dalle prime indiscrezioni raccolte dalla redazione di CataniaToday è possibile che il Tribunale possa dare tempo ritenendo ammissibile la richiesta di "concordato in bianco" del club di via Magenta. Tempo che il Calcio Catania dovrebbe sfruttare per trovare un accordo utile con i possibili acquirenti. In sospeso infatti c'è anche la richiesta di concordato in bianco di Finaria, richiesta legata a filo diretto con la vendita del Calcio Catania, asset della holding.

Il gruppo di Pulvirenti infatti sarebbe alla ricerca di liquidità per far si che la richiesta di concordato venga accettata. L'offerta messa sul tavolo dalla Sigi è di un milione e un euro. Il gruppo di azionariato diffuso interessato all'acquisto del Catania reputa congrua l'offerta avanzata e la cifra simbolica di un euro testimonia questa posizione ferma. L'offerta fatta dalla Sigi è legata infatti all'investimento complessivo di 54 milioni di euro, soldi che serviranno a coprire i debiti della società verso l'erario, i creditori e l'intero asset del centro sportivo.

La somma complessiva di un milione di euro però non sarebbe sufficiente in ottica concordato Finaria e la holding sarebbe cosi disposta a fare di tutto per ottenere di più dalla cessione e da qui nascerebbe anche la richiesta di "concordato in bianco" avanzata per il Calcio Catania. Richiesta che se accettata potrebbe innescare una procedura concorsuale e la conseguente asta a cui parteciperebbe la Sigi, che potrebbe però mettere sul piatto la stessa offerta da un milione di euro. Una matassa tutt'altro che semplice da sbrogliare e il tutto con la scure del 9 giugno, termine improrogabile oltre il quale inizialmente si pensava non si potesse andare. La decisione del Tribunale di rendere ammissibile la richiesta del "concordato in bianco" ha dilatato invece i tempi, facendo così decadere la tappa del 9 giugno.

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Qualora la Sigi riuscisse ad aggiudicarsi il club di via Magenta tramite una procedura competitiva, una vera e propria asta, potrebbe aprirsi anche lo scenario di una possibile serie B qualora la riforma dei campionati dovesse concretizzarsi. Il gruppo di azionariato diffuso capeggiato da imprenditori locali potrebbe finanziare una eventuale stagione sportiva in caso di altro scenario, con una stagione dei rossazzurri in serie C, mettendo sul piatto un investimento da 6 milioni di euro. In caso invece di mancata cessione del club di via Magenta e in caso di fallimento, si ripartirebbe dalla serie D. Dalle stelle alle stalle. Scenari opposti e tutti possibili. E poco tempo per sapere quale tra queste opzioni potrà concretizzarsi.

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