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Lunedì, 23 Maggio 2022
Calcio

Calcio Catania: una lenta agonia che non cancella la passione

Una fine ingloriosa arrivata con l'estromissione dal campionato a sole 4 giornate dal termine. Una storia sui generis quella andata in scena ai piedi dell'Etna

Dopo anni trascorsi in stato vegetativo, il Calcio Catania ha definitivamente staccato la spina. Una fine ingloriosa arrivata con l'estromissione dal campionato a sole 4 giornate dal termine. Una storia sui generis quella andata in scena ai piedi dell'Etna. Da un lato la passione smodata e rara a vedersi della piazza e un amore viscerale dei tifosi. Dall'altro un percorso atipico che ha caratterizzato più materia giurisprudenziale che calcistica lungo la strada finale della realtà calcistica etnea. Gli occhi della Procura sullo stato di salute del Catania sono arrivati negli ultimi anni a sancire una situazione diventata insostenibile dal punto di vista debitorio. Il risanamento mai iniziato con Lo Monaco, ma sbandierato ai quattro venti, aveva celato il cancro che stava mangiando piano piano le casse del club etneo, prosciugate dalla mole debitoria della gestione Pulvirenti.

Il colpo di coda della Sigi, nato da un unicum giurisprudenziale e da una procedura competitiva del tribunale che provava a salvare il salvabile, ha messo poi a.nudo la pochezza  imprenditoriale espressiva del territorio. Un progetto senza fondamenta quello di Sigi, che oltre a imbattersi in una mole debitoria abnorme, ha sprecato malamente la chance presentatasi con Tacopina e scritto il proprio nome sulla lapide rossazzurra, mancando la ricapitalizzazione prevista dai termini di legge. Gli ultimi mesi passati a tentare di rianimare il corpo legato al titolo sportivo, sono trascorsi con ben tre bandi pubblicati dal tribunale di Catania, e altrettante aste andate deserte.

Benedetto Mancini l'unico a sbandierare un interesse mai concretizzato e una fine ingloriosa per la squadra, che si è vista togliere il pane quotidiano del campo in un campionato condotto egregiamente da Baldini e squadra e staff tecnico, nonostante un inizio in estate in salita e le difficoltà palesate da Sigi, che ha persino chiesto soldi alla tifoseria rossazzurra per chiudere il cerchio iscrizione.

Resta il ricordo delle gesta sportive tramandate di generazione in generazione, ma anche il retrogusto amaro di tante responsabilità che hanno macchiato la storia negli ultimi anni. Il corpo dilaniato del defunto Calcio Catania 1946 ha smesso di vivere, ma l'anima, la passione della tifoseria catanese, quella non potrà mai finire. Provare a ripartire anche dalle parole di Baldini che con orgoglio ha tracciato il percorso da capopopolo. Serviranno però anche idee imprenditoriali e risorse per un progetto serio. Azzerando il recente passato e alimentando quella passione sopita in molti, ma rimasta sempre accesa in pochi.

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